20 gennaio 2009 - Il braccio di ferro tra Usa ed Europa ha una nuova vittima: Monsieur le Roquefort.
“La guerra è guerra”, come si dice, e il guerrafondaio Bush ha colto al volo l’occasione - il 15 gennaio scorso - per vendicarsi dell’ennesimo “no” dell’Europa alla carne allevata con ormoni negli Usa.

A farne le spese è stato proprio il più noto erborinato francese, che in un sol battito di ciglia ha visto elevare i dazi doganali statunitensi a suo carico dal già pesante 100% al 300%.

Chi conosce Obama dispera che il cadeau inviato nei giorni scorsi dal ministro Martin Malvy al neo presidente Usa - un intera forma di Roquefort di alta qualità - possa sortire alcun effetto.

E mentre chi esporta quel bleu negli Usa (ci va il 2% del totale prodotto, per un vendita di 400mila quintali all’anno) si arrovella la testa su come fare, gli amanti dei coup de theatre rinvangano i fasti di anni orsono, quando il contadino più famoso di Francia, alias José Bové, mandò a fuoco un McDonald’s per esprimere il suo dissenso ad un’analoga iniziativa del Governo Usa di allora.

In attesa che la nuova disposizione doganale venga approvata (il 23 marzo prossimo), in Francia sono in molti a sperare, e tra questi Nicolas Sarkozy, che il vento nuovo di Barak Obama porti qualche ammorbidimento anche in questa piccola storia di ordinaria guittezza.