3 febbraio 2009 – Sarà perché è tempo di elezioni, sarà perché il popolo affamato ha sempre bisogno di credere in un salvatore della patria, ma tant’è che al capezzale dell’agricoltura, dell’itticoltura e della zootecnia sarde, cronicamente ammalate di ogni male possibile, si alternano da qualche settimana a questa parte e con una frequenza e promesse tanto mirabolanti quanto sospette un gran numero di personalità politiche, con un ventaglio di proposte e soluzioni mai sentite prima.

Gli ottimisti e i creduloni dicono che sarà la svolta per l’isola, che il cambiamento è in arrivo, ma tant’è che anche tra il popolo della Coldiretti (storicamente conservatore), riunito ieri all’hotel Meliá di Olbia per ascoltare il ministro Zaia si sono levate molte voci critiche per il taglio elettoralistico che l’incontro ha assunto, vista la presenza al fianco del ministro del candidato della CdL alle prossime elezioni regionali, Ugo Cappellacci.

Preceduti di una settimana dal Cavalier Berlusconi in persona, che ha promesso a destra e manca aiuti pubblici al Pecorino Romano (200 tonnellate, pari a 120 milioni di Euro, destinati agli indigenti) e un futuro più roseo per tutti, questa volta a parlare è stato principalmente il ministro leghista, che ha spaziato con grande agilità dalla determinazione a contrastare l’invasione degli agnelli rumeni alla necessità di rimuovere il blocco Ue alla movimentazione del bestiame colpito da blue tongue. E poi dagli sgravi dell’Ici sulle proprietà rurali alla necessità di ammodernare la flotta dei pescatori oristanesi assediati dalla concorrenza dei cormorani e dallo zafferano sardo ormai prossimo alla Dop agli aiuti al Pecorino Romano.

Dulcis in fundo, qualcosa l’ha voluta dire anche il candidato Governatore della Sardegna Cappellacci, che ha sottolineato la necessità di valorizzare il comparto caprino (270mila capi) grazie anche al nuovo polo di specie che verrà insediato in Ogliastra.