Scienza, Cultura e Salute


Lupi in dispersione: ancora non li vediamo ma sono tra di noi

Un lupo in dispersione - foto amatoriale, dal sito web Civetta.tvUn numero sempre crescente di pecore, capre, vitelli, puledri predati - a cui si aggiungono un’infinità di selvatici, dai caprioli ai cervi, ai cinghiali - sembra non bastare più - è evidente - a soddisfare l’esigenza di cibo del lupo, in Italia. Ciò che da anni viene taciuto nei convegni e nelle interviste da sedicenti esperti “lupologi” sta emergendo in tutta la sua gravità dalle cronache dei giornali locali: la smisurata crescita della popolazione lupina ha condotto ad un disequilibrio insostenibile per l’economia rurale, ma non solo.

 

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Open Day sulle Scienze Agrarie e Alimentari all’Università di Milano

   La Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano organizza per lunedì prossimo, 11 febbraio, un Open Day per presentare l'offerta formativa e le prospettive occupazionali ad essa connesse.

 

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Torna libero “The Milk System”, il film-verità che denuncia le aberrazioni della zootecnia intensiva

Un'immagine tratta dal docu-film ''The Milk System'': i consumatori sono avvisati“The Milk System” è finalmente e nuovamente libero. Libero di dire come stanno le cose, nel mondo della zootecnia industriale, o intensiva che dir si voglia. Libero e liberato, finalmente, dall’insulso tentativo di gogna censoria che ne ha frenato la diffusione nella sola Italia, dal mese di ottobre a martedì scorso, 22 gennaio. Libero di essere visto, come liberi sono gli italiani di vederlo ora, di sapere come stanno le cose, e di allontanarsi da un prodotto - il latte industriale - ben diverso da come ci è stato e ci è raccontato, da chi lo produce e lo promuove.

 

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Allergia al latte: la soluzione è nel nostro stesso microbioma

I batteri ''commensali'' (rossi) risiedono tra il muco (verde) e le cellule epiteliali (blu) nell'intestino tenue di topo - foto The Chicago University©L’incremento esponenziale delle allergie alimentari registrato negli ultimi trent’anni nei Paesi occidentali ha portato la comunità scientifica ad investigarne le cause. Questo ha condotto ad alcune prime conclusioni, largamente condivise, vale a dire che eventuali modifiche di materiale genetico non possono - da sole o per nulla - esserne la causa, e questo per una ragione principale: per registrare dei fenomeni così significativi e diffusi, su una tale ampia scala, non basta l’avvicendarsi di una o di due generazioni.

 

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