Scienza, Cultura e Salute


Sanità: il colostro di vacca ci salverà dal clostridium difficile

Batterio di Clostridium difficile al microscopio - foto Cdcp©Ancora una volta il mondo animale - e più in particolare la specie bovina - viene incontro alle necessità sanitarie di noi umani, offrendo una soluzione ad un'importante problematica clinica, quella del clostridium difficile, il batterio che negli ultimi anni ha fatto registrare un rilevante incremento dei casi di coliti pseudomembranose, superando il livello di guardia definito negli anni passati dal mondo scientifico, può essere contrastato grazie al colostro di vacca.

 

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La protesta dei pastori sardi vola a Milano e Strasburgo nelle foto di Francesco Pintore

foto Francesco Pintore©Il clamore suscitato dalla recente protesta dei pastori sardi troverà presto una sua dimensione iconografica organica nella mostra “Nel Nome del Latte” del fotogiornalista Francesco Pintore, di Desulo, nel nuorese, collaboratore del quotidiano L’Unione Sarda. Un operatore della comunicazione che, come lui stesso tiene a precisare, è “figlio e nipote di pastori”. Le immagini di Pintore verranno esposte il 30 e 31 marzo prossimi nei locali del Palazzo delle Stelline di Milano, prima di volare a Strasburgo, dove dal 15 al 18 aprile avranno l’onore di essere ospitate nella sede del Parlamento Europeo.

 

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Il tè molto caldo è causa di tumori. A meno che non si aggiunga del latte

foto Pixabay©Alcuni tra i maggiori ricercatori mondiali impegnati nello studio dei tumori hanno scoperto che bere assiduamente del tè molto caldo (700 ml al giorno a ≥60°C) è un fattore di rischio rilevante. E il rischio è quello di contrarre un cancro dell’esofago (il tratto del tubo digerente che porta il cibo dalla gola allo stomaco) con un’incidenza del 90% più elevata rispetto a chi beva gli stessi liquidi a temperature più basse.

 

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Nasce dal latte all’Università di Roma l’eco-plastica biodegradabile

foto Pixabay©Prende il nome del prodotto che si prefigge di creare, vale a dire “SPlastica” (Plastica Sostenibile), il progetto dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata destinato alla realizzazione di materiali alternativi alla plastica, per l’appunto, 100% biodegradabili e compostabili. I prodotti che nasceranno da SPlastica saranno «realizzati partendo da scarti alimentari non più edibili, e in particolare dal latte», spiegano le ricercatrici Valentina Armuzza, Emanuela Gatto e Claudia Mazzuca, «che, rispetto ad altro cibo, ha il vantaggio di non essere stagionale, e quindi più facilmente reperibile».

 

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