I supermercati Coop fanno cultura, ma non in Italia: in Svizzera

   L'articolo che fa cultura del formaggio sul periodico della Coop Svizzera di lingua italianaParlare di Cooperazione, lo storico periodico di Coop Svizzera non è semplice, per quanta è la storia che il giornale - nato nel 1906 - ha alle spalle. Una storia legata alla nascita delle Unioni Svizzere di Consumo, che in pochi anni all’inizio del secolo scorso seppero creare una realtà editoriale in grado di produrre informazione in tre lingue, raggiungendo nel tempo milioni di consumatori.

Fortemente legato alle realtà cooperative di base, il giornale ha saputo ben affrontare la sfida digitale dell’ultimo decennio, entrando - prima tra tutte le testate edite in Svizzera - nella proposta degli Apple Store (2012) e ridisegnando negli ultimi cinque anni il proprio sito web: un vero e proprio giornale dei consumatori per i consumatori. Mica chiacchiere.

   L'ultimo numero di Cooperazione, il periodico della Coop Svizzera di lingua italianaTornando al cartaceo, le tre testate (Coopzeitung, Coopération e Cooperazione) legate alle lingue parlate nella Confederazione, hanno raggiunto nel 2017 i 3,5 milioni di lettori, superando i 2,5 milioni di copie distribuite.

Tutto questo come premessa alla sostanza che si fa sempre più ricca e qualitativamente apprezzabile. Dopo le preziose informazioni divulgate nel 2017 sul latte fieno biodinamico e sul Parmigiano Reggiano prodotto secondo il disciplinare BioSuisse, il sito di Cooperazione.ch si è fatto apprezzare lunedì scorso per l’articolo “Il gusto del formaggio”, che merita il sincero plauso della nostra redazione. Un pezzo in cui, oltre a parlare di “latte crudo”, “pascolo”, “strumenti artigianali” e “stagionatura naturale” si racconta più nel complesso di “una straordinaria ricchezza culturale” del mondo rurale che tutto questo produce.

Il prodotto artigianale, ben distinto dall’omologazione e standardizzazione industriale viene decantato così per i suoi valori più autentici, troppo spesso trascurati: il legame con il territorio (erba, terra, savoir-faire, etc.), l’interazione di esso attraverso le sue essenze vegetali spontanee, i loro aromi, le componenti aromatiche presenti in esse e riscontrabili poi nel formaggio stagionato.

Tutto questo e molto altro in un articolo che decanta il “formaggio vero” per quel che è: un “bene culturale”, come ben dice l’autrice Natalia Ferroni. L’articolo, che trae spunto dall’approssimarsi di “Caseifici aperti” (5 e 6 maggio), è raggiungibile cliccando qui.

Caseifici aperti
Ben ventuno caseifici del Ticino apriranno le porte al pubblico sabato 5 e domenica  6 maggio, dalle 10 alle 17, per far conoscere il proprio mondo e proporre un assaggio. Oltre alle degustazioni casearie, accompagnate da vini locali, ci sarà la possibilità di pranzare o cenare (il dettaglio è nel programma, sul sito della manifestazione) e i casari e le loro famiglie si metteranno a disposizione per effettuare delle visite guidate. Insomma, un’appetitosa occasione per conoscere la realtà casearia ticinese, promossa dal Dipartimento delle finanze e dell’economia e sponsorizzata da Coop svizzera, con i partner Ticinowine e Ticino a Tavola.

Sinceramente, un evento da non perdere, come in Italia non se ne vedono molti.

 

30 aprile 2018
 

 

 

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scritto da Redazione Qualeformaggio.it, aprile 30, 2018
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