Uno spettrometro del Crea di Lodi cambierà il mondo del formaggio

foto Pixabay©La tecnologia più avanzata si prepara a fare il suo ingresso nel mondo delle produzioni casearie. Ad accorgersene sono stati sinora i partecipanti ad "Agrogeneration - Seeds and Chips" svoltosi alla Fiera di Milano-Rho dall'8 all'11 maggio - dove la novità è stata presentata - e i lettori di Wired, l'unico quotidiano web che ne abbia sinora parlato.

L'innovazione, che potrebbe cambiare il mondo della produzione e della maturazione del formaggio, prende il nome di "CheckCheese" e si configura come uno spettrometro portatile in grado di monitorare l'intero ciclo del formaggio, dalla produzione della cagliata all'uscita dalla sala di stagionatura.

Messa a punto dal Crea-Flc di Lodi per conto del Consorzio del Parmigiano Reggiano, la tecnologia applicata al sistema è ancora in fase di sperimentazione. Di essa si sa che sarà dotata di un minuscolo banco ottico, di dimensione inferiore al centimetro e senza parti in movimento, in grado di raccogliere in pochi secondi a contatto con il prodotto, delle misurazioni con la tecnica della riflettanza diffusa.

Lo strumento, ingegnerizzato per essere utilizzato agilmente nelle celle di stagionatura, è costituito da un leggero sensore (60 grammi) a basso consumo energetico, installato su un’impugnatura ergonomica su cui è montato il pannello di controllo delle funzioni di misurazione. Un software dedicato - su cui al momento si conosce ben poco - gestisce lo strumento e raccoglie e immagazzina i dati spettrali in pacchetti rappresentativi dei singoli lotti produttivi, con lo scopo di sviluppare modelli per la caratterizzazione rapida e non distruttiva di forme intere di Parmigiano Reggiano.

A parlare del CheckCheese, dicevamo, è stato il bel quotidiano di Condé Nast dedicato alle nuove tecnologie. Per chi voglia saperne di più, cliccando qui si raggiunge il dettagliato articolo sullo strumento, la tecnologia applicata e l'avanzamento del progetto.

15 maggio 2017
 

Commenti (4)Add Comment
questa metodica non serve per "espertizzare" il formaggio ma per analizzare la composizione
scritto da marco, maggio 22, 2017
in particolare umidità, grasso e proteine che hanno una certa variabilità nel tempo e tra i lotti: in questo modo il casaro ha un controllo immediato e non distruttivo (in quanto si opera sulla forma integra, senza doverla aprire) su talune caratteristiche macrocompositive del formaggio che sta producendo
@ Giosuè
scritto da Gabriele, maggio 19, 2017
Grazie mille!
Spettrometro NIR
scritto da Giosué Silvestro, maggio 16, 2017
E' uno spettrometro NIR, ovvero uno strumento capace di rilevare l'assorbimento delle radiazioni nel vicino infrarosso riflesse dal campione (in questo caso il formaggio) nelle sue differenti frequenze. E' quindi un ausilio comodissimo per rilevare istantaneamente informazioni sul contenuto percentuale di umidità, grassi, proteine ed altre sostanze anche volatili. Più che per gestire la parte fisico/meccanica delle forme intere, immagino serva per controllare il corretto andamento della stagionatura con dei piccoli campioni estratti usando il tradizionale strumento.
Interessante a...
scritto da Gabriele "zangola" 92, maggio 16, 2017
Interessante ma non ciò capito namazz. Spettrometro per? Leggere la forma al suo interno? E poi, cosa ne fai? Io ero rimasto che le forme o son buone o non son buone. Apposta si battono, per capire se dentro son rotte, se ci sono cavità. E sapevo che si fanno come dei raggi x per vederlo. Non capisco

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