Vegani a rischio: nascite pretermine se la dieta è povera di vitamina B12

   "I vegani esagerano, i vegani sbagliano": quante volte ce lo siamo detti e lo abbiamo sentito dire, a volte a piena ragione, a volte meno? Innumerevoli volte. Oggi però non siamo qui per giudicare estremismi dialettici (chi li sopporti ancora alzi la mano, ndr) o scelte a senso unico, che impongono a terzi (figli, o animali da compagnia) i loro dogmi. Oggi siamo qui per presentare in breve uno studio scientifico che aggiunge dati su dati alle ragioni del "no". L'essere umano è - ed è evidente - onnivoro, senza se e senza ma. Lo dice la scienza, e non è un modo di dire.

Questa volta la notizia arriva dalla Norvegia, dove un gruppo di ricerca capitanato dal Professor Tormod Rogne dell'Akershus University Hospital, ha dimostrato che una dieta troppo povera di cibi di origine animale può aumentare il rischio di nascite pretermine. Particolarmente vulnerabili sono i soggetti che seguono una dieta vegana (ma anche quella vegetariana è a rischio, ndr), soprattutto se non riescono a integrare un elemento chiave, la vitamina B12, la cui carenza può portare proprio ad un maggiore incidenza di parti prematuri.

Incontrando la stampa, il Professor Rogne ha efficacemente argomentato la questione («Abbiamo rilevato che la carenza di questa vitamina è stata associata con un +21% di rischio di parto prematuro») giungendo a dimostrare che una carenza di vitamina B12 - tipicamente legata alla malnutrizione e anche alla povertà -  presenta delle sostanziali differenze tra regimi alimentari vegani e vegetariani. Differenze che meritano di essere approfondite dalle interessate e da chi nell'ambito sanitario (dietista, nutrizionista) le segue nel periodo che precede il concepimento.

«I vegani», ha proseguito il Professor Rogne, «non mangiano alimenti di origine animale e possono quindi diventare carenti di vitamina B12 se non prendono integratori, mentre i vegetariani, consumando latticini e uova, possono riuscire a soddisfare le dosi raccomandate di questa vitamina anche solo attraverso questi alimenti».

Sul "quantum" gli esperti dell'Akershus University Hospital non hanno lesinato informazioni: una combinazione di 30 centilitri di latte e di 50-75 grammi di formaggio (o di quattro cucchiai di ricotta) potranno bastare, prima della gravidanza. Durante la gestazione sarà bene però aggiungere un bicchiere di latte, ancora un po' di formaggio, o una buona porzione di yogurt.

La questione si fa più seria se si va a valutare quali problematiche accompagnano una nascita pretermine. A livello globale è stato accertato che il basso peso del neonato - combinato con una nascita prima del nono mese di gestazione - è alla base della metà delle morti nel primo mese (per la precisione 28 giorni) di vita. Lo studio dell'Akershus University Hospital si è basato sul monitoraggio dei dati raccolti su 11.216 gravidanze in 11 Paesi.

30 gennaio 2017

Ulteriori informazioni (in lingua inglese) sul sito web della rivista scientifica Science Daily, cliccando qui

 

Commenti (3)Add Comment
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scritto da Giorgia cucciola, gennaio 31, 2017
Deliziosa vignetta. Rubo! :)
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scritto da Salumi e Caciotte da Oreste, gennaio 30, 2017
Vegani, ogni giorno se ne scopre una nuova. Ieri pensavo fossero deficienti. Oggi di più, ma possibile che nessuno si ricrede? Che nessuno torna a mangiare come la gente normale? E poi, sti ragazzini prematuri, crescono sfigati, restano sfigati, malati cronici, non sono un costo sociale? Chi li paga i costi sociali?
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scritto da Furio da Capena, gennaio 30, 2017
Vegano stamme lontano. Sennò te mozzico na mano. Ma se po' esse più deficienti? Poi li crescono senza latte, senza carne, senza niente. Solo foglie di insalata, semi di lino, soia ogm... vabbé, dice che ci dovremo estinguere tra qualche centinaia d'anni. Mi sa che con questi abbiamo imboccato la strada giusta

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