Michelle Obama rilancia la sfida al junk food: Mac and Cheese estromessi dalla Casa Bianca

La campagna mediatica di Michelle Obama per un cibo migliore, più autentico e salutare riparte dalla cucina della famiglia presidenziale, alla Casa Bianca. La rivista di cucina "Cooking Light" di marzo infatti dedica la sua storia di copertina alla moglie del Presidente e al suo ultimo appello per un cibo più sano, pulito e giusto nelle case di tutti gli americani. A finire sul banco degli imputati stavolta non tocca solo ad uno stile di vita discutibile ma anche ad uno dei cibi più popolari negli Usa, il Mac and Cheese prodotto dalla Kraft Foods Group Inc.

Nell'intervista emergono due aspetti rilevanti: un approccio che tenta di essere diplomatico, per evitare eccessivi contrasti con l'industria statunitense del food («There's nothing wrong with mac and cheese, but it's got to be real food») e un efficace "quadretto" familiare, in cui molti americani saranno portati a riconoscersi; la signora Michelle racconta di aver sfidato la sua primogenita Malia - che del Mac and cheese è un'appassionata consumatrice - a prendere un pezzo di formaggio stagionato nella frigorifero e a ridurlo in polvere, per renderlo quantomeno simile al "formaggio" presente nella confezione del prodotto.

Per quando la riproposizione della scena possa avere qualche aspetto opinabile (Kraft non parte da vero formaggio per ottenere la polvere di formaggio, purtroppo), il racconto ha fatto presa sui media del Paese che a centinaia hanno dato grande rilevanza all'appello della First Lady.

Com'era prevedibile, dall'intervista emergono altri semplici messaggi indirizzati al popolo statunitense, a partire dal fatto che chiunque in casa propria può ottenere qualcosa di molto più buono, nutriente e salutare in poco tempo e con pochi soldi. Basteranno un dollaro o forse meno per cuocere della pasta, condirla e grattugiarvi sopra del vero formaggio. Proseguendo nel racconto la signora Michelle è andata oltre il racconto aneddotico, spiegando che da quel momento lei e Malia abbiano preso a sostituire i succhi di frutta con delle spremute di frutta fresca, addizionate di acque e senza aggiunta di zuccheri: «Tutti quei pranzi confezionati, tutti quei succhi di frutta in bottiglia sono stati così eliminati», ha raccontato la Obama, che ha tenuto a sottolineare quanto bene «i bambini si adattano rapidamente ai cambiamenti».

Il messaggio è chiaro: nessuna demonizzazione di un prodotto in particolare ma attenti alla qualità del cibo che portate in tavola; ne dipende la salute di tutti, e una spesa sociale ancora in crescita negli Usa, con tassi di obesità infantile, diabete, malattie cardiovascolari che incidono ancora troppo sulle casse governative. Gli osservatori finanziari sono in attesa ora di vedere a quanti milioni di dollari assommeranno le perdite dei produttori di junk food, a cominciare proprio dalla major Kraft.

16 febbraio 2015

Commenti (2)Add Comment
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scritto da Mauro Carreggi, febbraio 17, 2015
Ok obesità infantile, diabete, malattie cardiovascolari , ma i tumori non ce li mettiamo? Il professor Veronesi lo ha detto: un terzo di essi arrivano dai cattivi stili alimwntari.
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scritto da Massimo Neck, febbraio 16, 2015
Fantastico anti-spot. Vedi ora la Kraft che buco fa. Speriamo ne traggano vantaggi i produttori "giusti"

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