L'intolleranza al lattosio affonda le sue radici nella Preistoria

Il professor Ron Pinhasi, archeologo, mostra alcuni dei reperti alla base della ricerca. Pinhasi è uno dei due responsabili dello studioGli europei della Preistoria erano intolleranti al lattosio. È questa, in estrema sintesi, la conclusione di un recente studio condotto da un gruppo di ricerca coordinato dal professor Dan Bradley dello Smurfit Institute of Genetics del Trinity College di Dublino. Il lavoro, basato su scavi condotti nella Grande Pianura Ungherese, è stato pubblicato dalla rivista Nature, e giunge a dimostrare che i nostri antichi predecessori furono intolleranti al lattosio per ben 4mila anni.

La scoperta, suffragata dall'uso dei test del Dna estratto dagli ossicini dell'orecchio di tredici scheletri risalenti al periodo compreso tra il 5.700 e l' 800 a.C., dimostrerebbe che l'attuale fenomeno dell'intolleranza al lattosio avrebbe radici ben profonde che si spingerebbero nella storia dell'umanità. O per meglio dire nella Preistoria.

Pur essendo la specie umana legata alla produzione di latte e formaggio da circa 7mila anni, e consumando questi prodotti da altrettanto tempo, il cambiamento genetico necessario per "digerire" il lattosio sarebbe avvenuto "appena" 3mila anni fa. Secondo gli studiosi irlandesi si tratterebbe del più lento adattamento avvenuto nel metabolismo umano con il passaggio dalla condizione di cacciatore-raccoglitore a quella di allevatore-coltivatore.

Il professor Daniel Bradlei, genetista, coordinatore e responsabile della ricercaLa Grande Pianura Ungherese fu uno straordinario crocevia in cui si compirono profonde trasformazioni culturali e sociali che hanno segnato la preistoria europea, e non è un caso se gli studi sul campo sono stati effettuati in quella regione. Il campionamento e le analisi di genomi umani prelevati su reperti anatomici delle Età del Neolitico, del Rame, del Bronzo e del Ferro, hanno anche permesso di confermare - grazie alle più recenti tecniche di sequenziamento del Dna - che le principali conquiste che hanno segnato la presenza umana nell'Europa centrale in quelle epoche (l'uso dei metalli per produrre strumenti e oggetti vari) sono state accompagnate da grandi cambiamenti nella genetica della nostra specie.

Solo dopo anni di sperimentazione su vari reperti, utilizzando le nuove tecniche di indagine e fondando la ricerca sullo studio di particolari ossa in grado di conservare meglio di altre le informazioni su cui studiare, gli scienziati hanno potuto analizzare in modo sistematico una serie di scheletri della stessa regione e verificare la presenza di marcatori genetici noti, tra cui quello dell'intolleranza al lattosio. Secondo quanto rivelato dal professor Ron Pinhasi dell'Ucd School of Archaeology, che ha supportato il professor Bradley nella ricerca, «gli antichi europei avrebbero avuto vacche, capre e pecore per un tempo straordinariamente lungo senza sviluppare la lattasi sufficiente a bere grandi quantità di latte di altri mammiferi».

A questo punto mancherebbe ancora un tassello (almeno) per capire cosa ci ha portati ad essere dei grandi consumatori di formaggio. La lattasi - ancora oggi enzima poco conosciuto - quali segreti ci lascerà scoprire della sua natura? E chi sarà così bravo da saperceli rivelare?

3 novembre 2014

Lo studio è raggiungibile cliccando qui

Qui una video-intervista agli autori di questa scoperta
 

Commenti (2)Add Comment
Interessante!
scritto da Manu 88, novembre 04, 2014
Molto molto interessante, grazie! :)
Ho provato...
scritto da Gaber Cleo, novembre 03, 2014
Ho provato a leggere lo studio. Premetto che capisco bene l'inglese, ma non ci ho capito molto. Parlano di caratteri somatici, di pelle bianca, di matrimoni tra razze diverse. Ma come sarebbe a dire? La lattasi l'ha introdotta qualche popolo che è migrato in Europa?
In ogni caso è interessante il fatto che l'intolleranza sia già stata una specificità degli esseri umani, e che sia ora tornata tra di noi. Speriamo che com'è tornata sappia andarsene. Forse basterebbe smettere di produrre latte e formaggio di scarsa qualità, chissà. Io ho un'amica che era intollerante e pian pianino ha ripreso a mangiare un poco di formaggio stagionato e poi ha aumentato la razione quotidiana di esso, e insomma con il tempo pare abbia risolto, almeno con i formaggi vaccini non troppo freschi e con tutti i caprini.

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