Oro e argento nel packaging per rivelare la freschezza del latte

altQuella che arriva in questi giorni dalla Cina è un'innovazione che, una volta superata la sua fase sperimentale, potrà davvero cambiare le abitudini dei consumatori di mezzo mondo. Stiamo parlando di una nuova soluzione applicata al confezionamento dei tetrapak - utilizzabile tanto per il latte alimentare quanto per molti medicinali - messa a punto dal gruppo di lavoro del Professor Chao Zhang della Beijing University, l'Università di Pechino, e presentata la settimana scorsa presso il Dallas Convention Center, in occasione del 247° raduno dell'Acs (American Chemical Society).

altL'innovazione consisterà in un minuscolo tassello di consistenza gommosa, in grado di manifestare cromaticamente l'eventuale degrado del contenuto. Un poco di perplessità è stata manifestata dai presenti nello scoprire che quando il piccolo elemento è rosso il prodotto è atto al consumo e che lo stesso andrà scartato una volta che avrà virato verso il verde. La logica dei colori avrebbe voluto esattamente l'inverso, ma tant'è: Mr Chao Zang ha rassicurato gli intervenuti che non sarà un problema partire dal verde (via libera = buono) ed arrivare al rosso (alt = scaduto), visto che "quello presentato è soltanto un prototipo".

 

Rassicurati gli astanti su questo aspetto del prodotto, il professore dell'università di Pechino ha tenuto a precisare che, pur contenendo materiali di un certo costo (oro e argento, ma in quantità ridottissime), si tratta di una soluzione a buon mercato, nell'ordine degli 0,002 US$ ciascuno.

 

A differenza dell'attuale soluzione, recante la stampigliatura della data di scadenza, questa soluzione è di più immediata lettura e sopperisce ai problemi derivanti da un'eventuale interruzione della catena del freddo, per cui se anche dovesse accadere di leggere che il prodotto ha ancora qualche giorno di vita ma un codice cromatico di "scaduto" o "in via di scadenza" in anticipo rispetto alla data indicata, il consumatore potrà regolarsi di conseguenza.

 

La tecnica è già stata brevettata in Cina, ed alcuni risultati preliminari sono stati pubblicati in ACS Nano, la rivista dell'Acs dedicata alle nanotecnologie. «Il prossimo passo», ha spiegato Mr Zang, «sarà quello di contattare i produttori per la presentazione e i test del prodotto», oltre i quali la soluzione potrebbe essere introdotta in tempi relativamente brevi sul mercato.

 

Lo studio è stato sostenuto dall'Hong Kong Research Grants Council, dalla National Natural Science Foundation e dal National Basic Research Program della Repubblica Popolare Cinese.

 

24 marzo 2014

 

Per saperne di più, clicca qui (articolo, in lingua inglese) e qui (video, anch'esso in inglese)

Commenti (1)Add Comment
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scritto da Claudio, marzo 24, 2014
curiosa coincidenza. Se non ricordo male ho letto tempo fa di una ricerca analoga sviluppata in Messico. Cina, Messico: il terzo mondo siamo noi?

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