Paleontologia: era a triplice attitudine il cavallo dei Botai
12 marzo 2009 - Una recente scoperta delle Università di Exeter e di Bristol , pubblicata sull'ultimo numero della prestigiosa rivista "Science", ha retrodatato l'allevamento dei cavalli ad oltre 5500 anni fa. Tra le altre cose, lo studio - diretto dal professor Alan Outram (nella foto), archeologo dell'Università di Exeter - ha dimostrato che la specie equina era a quei tempi a triplice attitudine , vale a dire utilizzata tanto per il lavoro ed il trasporto, quanto per la carne ed il latte. Grazie ad una nuova tecnica di analisi, i ricercatori sono stati infatti in grado di identificare tracce di grassi del latte di cavalla nei resti lipidici presenti su alcune ceramiche ad uso di cucina rinvenute a est degli Urali, in Kazakistan, nell'area stepposa che fu popolata dalla tribù dei Botai. E non è quindi un caso che proprio al confine tra l'Europa e l'Asia tuttora si consumi una bevanda a base di latti di cavalla e di asina fermentati.

Nonostante oggi non venga quasi per nulla consumato, i benefici del latte di cavalla sono innumerevoli, e vanno dalla disintossicazione dell'organismo alla ricostituzione della flora batterica, dal rafforzamento del sistema immunitario ai molti benefìci legati all'elevata percentuale di acidi grassi insaturi (linoleico, arachidonico e omega3) che lo caratterizzano.

Nel contesto dello studio svolto, il team di archeologi inglesi ha analizzato i resti delle ossa mandibolari di equidi risalenti a un età compresa tra i 5100 ed i 5700 anni fa, notando una spiccata somiglianza con quelle del cavallo domestico dell'Età del Bronzo (3500-1200 A.C.) e notevoli differenze da quelli selvatici della stessa regione. Sulle ossa del cranio, ad esempio, sono state rinvenuti microfratture e altri piccoli traumi che testimonierebbero l'uso di strumenti atti alla condotta dell'animale da parte dell'uomo, in tutto simili alle briglie.

«La domesticazione del cavallo», ha spiegato Outram, «ha avuto un impatto sociale ed economico immenso, permettendo grandi progressi nelle comunicazioni, nel trasporto delle merci, nella produzione di alimenti e nel benessere sociale. Le nostre scoperte indicano che i cavalli sono stati addomesticati almeno mille anni prima di quanto fosse ritenuto sinora. È un fatto significativo, che porta a rivedere molte pagine che sono state sin qui scritte sullo sviluppo di quelle prime civiltà».

Vuoi saperne di più? Ascolta l'intervista (in lingua inglese) al professor Alan Outram

Commenti (3)Add Comment
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scritto da marco giusti, marzo 16, 2009
Trovo veramente interessante che "Quale Formaggio" pubblichi notizie che, pur collegate al latte, vanno oltre i puri aspetti della produzione casearia e dell' allevamento. Questa della scoperta di Outram, ad esempio, oltre a farci riconsiderare le nostre conoscenze sull'evoluzione dell'uomo, potrebbe offrire nuove idee per il recupero di sane abitudini come quella di nutrirsi del latte di cavalla. Lo studio delle abitudini dell'uomo nelle società ancestrali potrebbe rivelarsi fondamentale anche per i nostri comportamenti odierni, visto che la vita dell'epoca, sicuramente non basata su principi consumistici, selezionava abitudini essenziali alla sopravvivenza.
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scritto da Pappa e Ciccia, marzo 14, 2009
Eheheh... se fosse un business l'industria ci si sarebbe già buttata.
Pensa a quante donnine correrebbero al supermercato a comprare il latte di cavalla per essere più in forma e fare meglio la cacca...
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scritto da Nando Bonera, marzo 13, 2009
Quindi il latte di cavalla farebbe bene alla salute? Io non credo che sia tanto diverso da quello di asina, e quello sul mercato comincia a vedersi, anche se non è ancora facile da trovare. Se si pensa a quant'è più facile digerirlo e assimilarlo, e a quanti cavalli ci siano in giro (più che gli asini) non dovrebbe essere difficile far affermare questo prodotto.

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