Mangiar formaggi senza preoccuparsi della propria salute (parte 2 di 2)

di Arianna Rossoni, dottoressa dietista

Solo se si basa l'alimentazione sul pascolo si possono avere valori nutrizionali validi - foto Marco Biagiotti®Alcuni lettori, a questo punto (la prima parte dell'articolo è qui), potrebbero ribattere che esistono diverse tipologie di burri, formaggini spalmabili e a fettine arricchiti di omega-3, e in effetti - se volessimo ancora una volta accettare una generalizzazione - potremmo dire che è proprio così. Peccato che si stia parlando di prodotti di natura ben diversa l'una dall'altra: nel caso dei latti da pascolo, i nutrienti preziosi per la nostra salute sono intrinsecamente contenuti nell’alimento, e derivano da un’alimentazione attenta (3) del bestiame (sono la naturale conseguenza dell’amore per il proprio lavoro e per l’arte della caseificazione).

Erba e fieni a confronto - Cra-Zoe®I formaggini “arricchiti” sono invece - come dice la parola stessa - addizionati di certe sostanze (estranee alla natura della materia prima) nel corso del processo produttivo: ad oggi nessuno ha dimostrato ancora che una simile integrazione sia in grado di offrirci vantaggi in qualche modo accostabili a quelli che ci assicurano i nutrienti naturalmente presenti nei prodotti. Per farvi un paragone, è come pretendere di accostare i muscoli di un atleta che si allena 5-7 volte a settimana con quelli del palestrato nutrito a proteine in polvere: stessa è la massa muscolare, certo, ma altrettanto sicuramente l'efficienza sarà ben diversa.

I dati scientifici oggi a nostra disposizione arrivano a documentarci anche le differenze tra il latte e i formaggi prodotti da animali al pascolo e i loro omologhi ottenuti da allevamenti intensivi; per quanto fortemente migliori i primi, essi non devono indurci verso un loro consumo smodato. Sarà importante quindi acquisire e fare propri i contenuti di quegli studi, al fine di divulgarli al maggior numero di persone possibile, dal momento in cui un'alimentazione andrà a fornire o i mattoni che costruiscono - o gli elementi che ledono - la nostra salute. Proprio come il buon vino, che in piccole quantità (e da produzioni che facciano poco o nulla ricorso alla chimica) può proteggere la salute cardiocircolatoria, anche il buon formaggio diventerebbe quindi un alimento da degustare più che da mangiare: piccole quantità che fanno bene al palato, alla mente e - a quanto pare - anche alla nostra salute.

"Mangiar formaggi senza preoccuparsi della propria salute": la prima parte del presente articolo è stata pubblicata in questa rubrica giovedì 5 febbraio 2015 (clicca qui per leggerla)

Vai alla scheda dell'autrice: Arianna Rossoni

12 febbraio 2015

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(3) Grafici da "Alimentazione animale e qualità dei grassi del formaggio" di V. Fedele, S. Claps, L.Sepe, M.A. Di Napoli - Cra Zoe - Bella (PZ) Per leggere il testo integrale, clicca qui (file pdf 111kb)
 

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