Resistenza Casearia

Sardegna: altri nove anni di pascolo sui terreni di Berlusconi

Di Berlusconi e delle sue "sfortunate" vicende sarde ne parlammo cinque anni fa, proprio di questi tempi. Un altro lustro si è quindi aggiunto ad una storia che ha del grottesco e che dura ormai da un quarto di secolo: uno degli uomini più potenti d'Italia deve accantonare ancora per almeno nove anni il progetto di operare una speculazione su 83 ettari di pascolo, acquistati da una società del gruppo Fininvest, e questo per  i diritti di usucapione che favoriscono i pastori che da anni si avvicendano in quelle terre.

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Il "budino" dei pastori sardi entra nel novero dei Pat regionali

Sa Casada, da pochi giorni è entrata a far parte dei Pat della Regione Sardegna - foto Alessandra GuigoniSa casada ha da pochi giorni fatto il suo ingresso ufficiale tra i Pat, prodotti agroalimentari tradizionali registrati presso il Mipaaf, insieme ad altri 188 prodotti sardi (4.965 in tutta Italia); la notizia è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale martedì scorso, 21 giugno. Qualeformaggio ha il piacere di ospitare qui la sua presentazione, nelle parole dell'antropologa sarda Alessandra Guigoni, che ringraziamo per il prezioso contributo.

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Il paradigma caseario sardo: industria brigante, politica zerbino

  La vicenda sarda è la miglior risposta a quanti abbiano accusato nel tempo la nostra testata di essere esageratamente contro il sistema industriale. Noi oggi ci esponiamo ulteriormente dicendo che non si potrà mai essere "troppo" contro il sistema industriale, allo stesso modo in cui il sistema industriale ha una visione a senso unico che supera il buonsenso, il rispetto della dignità umana, il diritto di sopravvivenza. E il presidio del territorio, la biodiversità, il ricambio generazionale e il futuro dei giovani allevatori e pastori. Perché è questo sotto gli occhi di tutti ormai e che in pochi riescono o vogliono cogliere.

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Belgio: futuro meno nero per i formaggi a latte crudo

Un immagine della campagna d'informazione in difesa dell'Herve a latte crudo dell'azienda di José Munnix (2105)Ad un anno circa dalla chiusura del caseificio di José Munnix (listeria nel formaggio Herve) da parte dell'Afsca (Agence Fédérale pour la sécurité de la Chaîne Alimentaire), il Belgio del latte crudo ha provato a stilare un proprio consuntivo, alla luce sì della cessata attività di uno dei suoi più prestigiosi esponenti ma anche in ragione della reazione che i piccoli produttori che lavorano il proprio latte e rifiutano la pastorizzazione hanno saputo rappresentare con la creazione di un Gie (Groupement d’intérêt économique), associazione nata nella regione del Vallone per poi estendere alle Fiandre il proprio raggio d'azione.

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