La Rete della pastorizia prende il via dal Parco dell’Appia Antica

   Si terrà venerdì prossimo 23 febbraio, presso la sede del Parco dell’Appia Antica, a Roma, la prima assemblea generale ordinaria della Rete Italiana della Pastorizia, la Onlus nata nel dicembre scorso da un gruppo eterogeneo di allevatori, di ricercatori e di tecnici del settore agro-silvo-pastorale, vale a dire del sistema tradizionale di allevamento estensivo, in cui una gran parte dell’alimentazione del bestiame si ottiene a partire da risorse pascolabili, adattando i ritmi produttivi e riproduttivi delle greggi all’andamento delle stagioni.

All’ordine del giorno sono previsti le elezioni del presidente e del vicepresidente, del consiglio direttivo e di altre figure e organi della rete (segretario, tesoriere, collegio dei revisori dei conti), la ripartizione di incarichi e compiti, l’aggiornamento del libro dei soci, il piano di affiliazione all’associazione, l’approvazione della quota sociale annuale, la relazione e il bilancio preventivi per il 2018, il monitoraggio delle proposte progettuali, le attività di formazione.

La Rete nasce dall’esigenza di unire gli sforzi e le attività già presenti sul territorio nazionale a sostegno della pastorizia e federarli in un soggetto che possa migliorarne l´efficacia e la visibilità tramite iniziative sinergiche e di più ampio respiro, proprie di una piattaforma/confederazione nazionale.

Ambiziosi gli obiettivi della Rete, i cui promotori si auspicano di:

  1. Proporsi come consorzio di operatori italiani della pastorizia al fine di costruire scambi con realtà affini, attivare progetti di interesse comunitario e dare vita ad attività di cooperazione internazionale;
  2. Rafforzare le sinergie tra operatori del settore e mondo della ricerca, organizzando e partecipando ad eventi, manifestazioni e convegni in ambito nazionale ed internazionale;
  3. Sostenere i pastori ed il settore tutto nel momento del confronto con le istituzioni garantendo una efficace comunicazione, presupposto iniziale per un dialogo atto a disegnare politiche condivise;
  4. Essere la casa di singoli, di enti e di associazioni che intendano promuovere un dibattito sostenuto da evidenze scientifiche attraverso il dialogo con la società, relativamente a tematiche di:
  • riconoscimento del ruolo dell’allevamento estensivo nel fornire servizi utili per l'ecosistema e nel produrre beni collettivi locali;
  • conservazione dell’ambiente e gestione a fini multifunzionali dell’allevamento estensivo;
  • promozione e valorizzazione le tipicità locali e lo sviluppo di filiere agroalimentari territoriali di qualità;
  • analisi delle misure di politiche e di finanziamento al settore agricolo ed elaborare le proposte per migliorare il sostegno alle attività di allevamento estensivo, anche in un’ottica di sovranità alimentare;
  • promozione delle iniziative a sostegno del settore, dei suoi attori, dei suoi prodotti e dei suoi servizi.

Vedremo, nelle settimane che seguiranno questa prima assemblea, quanto l'organizzazione della Rete saprà darsi obiettivi, struttura, organigramma, risorse per poter innescare quello che sarebbe un vero cambiamento, sulla falsariga dei modelli che in altre nazioni (r)esistono e funzionano.

 

19 febbraio 2018
 

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scritto da Redazione di Qualeformaggio.it, febbraio 20, 2018
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