Predatori: il Comitato Pastori d’Italia attacca la politica della Coldiretti

   Un duro attacco è stato portato nei giorni scorsi alla dirigenza della Coldiretti da Milena Pastorelli, presidentessa del “Comitato Pastori d’Italia”, la realtà aggregativa nata in Maremma nell’estate scorsa. Al centro del contendere, i risarcimenti per i danni conseguenti le predazioni causate da lupi o ibridi di lupo.

«Quando abbiamo lanciato l’idea», ha esordito Pastorelli, «Coldiretti non ci ha sostenuto. Bisognerebbe essere uniti, invece». La presidente del com ha sottolineato «l’assoluta pretestuosità delle affermazioni dei vertici regionali della Coldiretti circa l’azione legale per risarcimento dei danni da predazione, che seguono a dichiarazioni analoghe della stessa Pastorelli che non hanno ricevuto il benestare da parte di Coldiretti stessa».

«Tra l’altro», sostiene Pastorelli, «l’intervento ad hoc di Coldiretti è immediatamente successivo alla sponsorizzazione di un progetto ideato da noi per consentire agli allevatori aderenti al comitato di adire la sede giudiziaria, vista la violazione di diritti, costituzionalmente tutelati, alla proprietà privata, all’iniziativa economica e al lavoro».

«Il comitato», ha poi aggiunto la sua presidente, «si sta adoperando per acquisire uno studio scientifico sull’allevamento della pecora, le sue caratteristiche e i prodotti che ne derivano, per dimostrare quale sia l’attività svolta e non tutelata e per fornire a ciascun membro del comitato medesimo un consulente che sulla base dei registri e dei conti di ogni azienda, relazioni sulla perdita economica sofferta a causa delle predazioni, una polizza per le spese di lite e assistenza legale». Da sottolineare che i mezzi di difesa passiva non sempre spono efficaci come si vorrebbe far credere e che le perdite non possono essere circoscritte ai capi uccisi o feriti ma che debbano includere tutte le conseguenze delle incursioni dei predatori, ivi inclusa la minor resa lattea che sempre si registra nelle greggi predate.

Il Comitato Pastori d’Italia, per tramite della sua legale Rosalba Bonacci dello studio dell’avvocatessa Elena Pellegrini di Grosseto,  ha inoltre precisato l’intenzione di “sollecitare enti e associazioni ad unirsi per il raggiungimento del fine comune della tutela degli allevatori. Il che è raggiungibile”, ha sottolineato Bonacci, “creando un tavolo di lavoro per discutere le proposte reali e fattibili riguardo alle problematiche della predazione, sostenendo le richieste anche economiche degli allevatori”.

 

5 febbraio 2018
 

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scritto da Redazione di Qualeformaggio.it, febbraio 05, 2018
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