La pastorizia urbana e periurbana va in scena a Roma

Roma sarà sede di un interessante appuntamento, per chi si occupa di zootecnia estensiva, sostenibilità ambientale, presidio del territorio, e per chi è interessato a conoscere davvero un tessuto sociale ancora vivo, legato alla pastorizia, o per meglio dire al mondo pastorale dei giorni nostri, alla storia e alle vicende del pastoralismo ma anche alle sue potenzialità attuali.

Il Parco Regionale dell'Appia Antica organizza tra il 23 e il 26 novembre la 2a edizione del "Seminario Internazionale di Pastorizia Urbana e Periurbana", che viene realizzato grazie al patrocinio dell'Arsial (Agenzia per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura della Regione Lazio). I temi al centro dell'inizitiva riguardano le relazioni possibili tra gli itinerari di transumanza, il patrimonio culturale e la valorizzazione turistica. In effetti, le vie della transumanza hanno rappresentato per lungo tempo l’ossatura della viabilità antica in Europa: "oggi", spiegano gli organizzatori nel presentare l'iniziativa, "il riconoscimento di questi percorsi storici come itinerari culturali offre, oltre alle irrinunciabili esigenze di conservazione di un patrimonio identitario comune, anche interessanti opportunità a fini didattici, culturali e turistici".

Nell’ambito del seminario sono previsti, oltre allo spazio dedicato al dibattito in aula, dei momenti di discussione finalizzati alla stesura di note programmatiche, ma anche escursioni guidate sui territori rurali e periurbani del Parco Regionale dell’Appia Antica, proiezioni commentate di documentari, nonché momenti conviviali finalizzati al consolidarsi delle relazioni e degli scambi interpersonali.

"In particolare", proseguono i responsabili dell'evento, "vorremmo proporre, alcuni momenti di confronto e di riflessione sullo stato dell’arte della pastorizia estensiva semi-brada praticata in ambito periurbano, sulle criticità e sulle difficoltà oggettive con cui si misurano quotidianamente i pastori e gli allevatori. Ci sembra in effetti che la condizione preliminare indispensabile per la conservazione del patrimonio culturale della pastorizia transumante sia proprio riuscire a garantire la sopravvivenza di questa pratica, sfruttando tutte le potenziali sinergie oggi offerte dalla contaminazione con la cultura urbana ma soprattutto attraverso un riconoscimento istituzionale delle peculiarità di questo tipo di allevamento che formi il presupposto per una normativa specifica a sostegno del settore".

Il seminario è in calendario venerdì 24, dalle 9:30 alle 18:30, presso la “Cartiera Latina”, nella Sala Conferenze “Antonio Cederna” (via Appia Antica 42), è in programma il “Seminario Internazionale Pastorizia Urbana e Periurbana”, che esprime in inglese (chissà perché?) il sottotitolo dell’iniziativa: “Exploring the Linkage between Cultural Heritage, Historical Viability and Pastoralism” (Esplorando i Legami tra Patrimonio Culturale, Viabilità Storica e Pastoralismo”).

L’incontro, aperto al pubblico e organizzato dal Parco Regionale dell’Appia Antica, si svilupperà secondo il seguente programma:

Venerdì 24 novembre

9:30 - 11:00
Saluti istituzionali
Mario Tozzi, Presidente Parco Regionale Appia Antica
Carlo Hausmann, Assessore Agricoltura Regione Lazio
M. Ángel Clavijo Redondo, Direttore generale Patrimonio Isole Canarie
Josefa María Mesa Mora, Assessore insulare Patrimonio di Tenerife
Felipe Monzón Peñate, Forum UNESCO
Antonio Rosati, presidente ARSIAL Lazio

11:00– 13:30
Pastorizia estensiva e transumante
I pastori dell’Agro, Mauro Delfini, Azienda agricola Delfini, Roma
Tradizione e qualità, Tonino Pira, Azienda Agricola Radichino, Vulci
Pascolo periurbano, Simona Messina, Archittetto Phd, Parco Regionale Appia Antica
Transumanze ed educazione all’aperto, Sandra Chistolini, ordinario di Pedagogia Università Roma 3

13:30 - 14:30 Pausa pranzo con prodotti biologici “a chilometro zero”

14:30 - 17:30
Transumanza, itinerari storici, turismo
Il turismo e il paesaggio agrario, Gabriella Bonini, Biblioteca Archivio Sereni)
Lo scenario ambientale della pastorizia storica, Francesco Spada, presidente SBI Lazio
Relazioni tra transumanza e territorio, Barbro Santillo Frizell, archeologa Prof emerito Università Uppsala
Le vie di transumanza nordiche, Kjell-Åke Aronsson, Direttore Museo Attje della cultura Sami
Il patrimonio dei cammini di Tenerife, José Juan Cano Delgado, geografo Phd Tenerife
Il recupero dei cammini tradizionali, Felipe Monzón Peñate, Forum UNESCO, Università de La Laguna
La carta del turismo sostenibile, Fabrizio Santini, Parco Nazionale Colline Metallifere

17:30 - 18:30 Discussione

Scheda
Cosa - Seminario Internazionale Pastorizia Urbana e Perirubana
Quando - Roma 24 novembre 2017
Dove - Cartiera Latina - Sala Conferenze “Antonio Cederna”
Per partecipare è necessaria la registrazione gratuita obbligatoria, raggiungibile da cliccando qui

20 novembre 2017
 

Commenti (2)Add Comment
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scritto da Sal Genovese, novembre 20, 2017
Bello sarebbe se nell’organizzare l’accoglienza attorno alle attrattive della pastorizia venissero recuperate le grotte di stagionatura, che a Roma sino a prima della seconda guerra mondiale sono state usate dai commercianti di formaggio.
Non ne ho mai visitate ma ne ho sentito parlare e penso che qualcuna potrebbe tornare a vivere, magari su scala ridotta, ospitando anche lo spaccio e la taverna. Chissà se chi ha pensato a questo progetto lo ha in agenda. Speriamo di sì. Complimenti vivissimi alla dirigenza della ARSIAL, una volta tanto un progetto valido. Bravi
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scritto da Veneruso Carmine, novembre 20, 2017
Da quando sono nato, e di anni ne ho 64, la zona dell’Appia, ma anche diverse attorno al raccordo, da Lunghezza al Divino Amore, hanno sempre avuto quell’idea di “cartolina” per la presenza di greggi di pecore, a volte di centinaia e centinaia di capi. Il solo pensiero di quei paesaggi è per me rilassante, soprattutto nella zona dell’Appia, con l’acquedotto romano sullo sfondo, sono paesaggi il cui ricordo mi provoca tenerezza, chissà perché. Forse perché la pecora è animale mansueto. Avvicinarsi però ad un gregge col pastore e i cani qualche cosa cambia, dai cani che se ti avvicini mostrano i denti alla baracca come punto di appoggio del pastore, sarebbero ambienti da riqualificare se si vuole agganciare il turismo. E ai turisti cosa gli si fa mangiare poi? Coppiette industriali, Pecorino Romano (ma laziale!) e Caciofiore (un formaggio inventato dal nulla, povero Columella!). Beh, Roma Capoccia vabbé, ha una grande storia, ma sui prodotti “del pastore” meriterebbe un poco più di creatività, pensando che il cibo è anche piacere e che il piacere della tavola non dovrebbe conoscere né steccati né limiti. Buona giornata a tutti!

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