Francia al lavoro per costruire il sistema dei latti di terroir

   La Confédération Paysanne, una delle maggiori aggregazioni contadine francesi, ha divulgato giovedì scorso una nota ufficiale con cui esorta la corporazione lattiero-casearia Cniel (Centre National Interprofessionnel de l'Économie Laitière) ad adoperarsi per essere all’avanguardia nell’attuale transizione agricola nel segno della qualità reale, secondo l’indirizzo auspicato dagli Ega (États Généraux de l'Alimentation, in italiano “Stati Generali dell’Alimentazione”, ndr). Questo, è sottolineato dai proponenti, “per sostenere gli allevatori e soddisfare le accresciute aspettative dei consumatori”.

Come previsto dagli Ega, quindi, le realtà interprofessionali sono chiamate ad elaborare entro il prossimo 10 dicembre dei piani di settore, e proprio in questo passaggio cruciale l’unione dei contadini indica le proprie aspettative per costruire un futuro solido, equo e sostenibile. Aspettative che includono, tra le altre cose: la creazione di indicatori come strumento di valutazione dei mercati, la protezione del produttore attraverso un meccanismo che tenga conto dei costi di gestione, una contrattualizzazione stabile e remunerativa per la fornitura della Gdo e della ristorazione locali, oltre alla trasparenza sulle pratiche commerciali dell’industria e della grande distribuzione.

Le sacrosante richieste dei contadini all’industria
Inoltre, la Confédération Paysanne chiede all’industria di concentrarsi sulla qualità dei prodotti, soprattutto su quella nutrizionale, in quanto "la salute pubblica”, viene spiegato in modo semplice e inequivocabile, finalmente - “deve essere al centro del piano settoriale". Una qualità reale che dovrà essere "ricercata in ogni connessione con la catena distributiva". Tra i diversi criteri, viene enunciata anche l'origine francese, che a detta dei proponenti deve "essere un valore aggiunto per il consumatore" (non il valore apparentemente assoluto, ma di per sé vuoto, largamente propinato agli attori del mercato italiano, ndr), una volta assicurate le suddette questioni di fondo.

L’attenzione per gli animali e i consumatori
Per quanto riguarda la salute degli animali, la Confédération Paysanne chiede il massimo impegno per dare la priorità alle medicine “dolci”, alternative alle cure allopatiche, attraverso l’attuazione di un adeguato programma di ricerca, consulenza e sostegno agli agricoltori, a partire dalla riduzione dell’uso degli antibiotici.

   L’alimentazione animale dovrà basarsi sul sostegno delle aziende nell’essere sempre più autosufficienti nella produzione di foraggi e proteine vegetali. Secondo la Confederation Paysanne la revisione del sistema di remunerazione del latte dovrebbe incoraggiare la produzione di latti di pascolo, dell’erba, no-Ogm, fortemente legati al territorio. Caratterizzati dalla necessaria diversità tra di loro, che divrà essere un punto di forza di un anuova proposta.

Per questo, i sistemi di pascolo e le coltivazioni proteiche - leguminose e arboree - dovrebbero essere incoraggiate, per i loro valori economico, climatico, nutrizionale ed ecologico, e sostenute da investimenti mirati, riguardanti l’accessibilità e la valorizzazione dei terreni adibiti a pascolo, sfalcio e foraggicoltura. Per non parlare del fatto che il valore così creato e sostenuto dovrà riflettersi nel prezzo del latte alla stalla.

   Per la confederazione contadina, questi assi promuoveranno "una strategia vincente di valore aggiunto", così come la trasmissibilità, e quindi "il mantenimento di un tessuto di fattorie produttrici di latti su una scala umana che energizzerà i territori". Per tutto ciò e per molto altro, la Confédération Paysanne richiede quindi delle "politiche pubbliche che guidino, sostengano e regolino nella miglior transizione agricola auspicabile, lae necessarie compensazioni per gli agricoltori e l’opportuna riqualificazione del settore produttivo".

I fondamenti della politica della Confédération Paysanne
La Confédération Paysanne si batte per un'alternativa all'agricoltura distruttiva basata sul mero profitto. “L'agricoltura contadina” infatti, si legge tra i documenti fondanti della Confédération Paysanne, “offre un'alternativa all'agricoltura che consuma energia e risorse idriche e distrugge ambiente e posti di lavoro. E si basa sulla considerazione delle tre dimensioni della produzione: sociale, economica ed ecologica”.

“Questo principio”, continua la Confédération Paysanne, “ci ha permesso di sviluppare un progetto coerente per un'”altra politica” agricola, basata su quattro punti:

Sovranità alimentare
Deve permettere a ciascun paese di produrre per alimentare i suoi abitanti, per garantire loro prodotti locali e di qualità.

Controllare la distribuzione
Questo è un presupposto affinché in tutti i territori, qui e nei paesi del Sud, i contadini e i contadini possano essere attori nello sviluppo locale, fattore di ricchezza distribuita e condivisa.

Il diritto al reddito
gni agricoltore deve ricevere un reddito dignitoso, derivante in primo luogo dalla vendita del suo prodotto. I prezzi devono tener conto del costo della produzione e della realtà del territorio, con compensazione quando esistono svantaggi naturali o strutturali.

Il rispetto dell'ambiente
L’adagio è ben noto: "Non possiediamo la terra; la prendiamo in prestito per i nostri figli”. Ciò significa: manutenzione e pianificazione territoriale, produzioni di qualità, valorizzazione delle tematiche interconnesse al mantenimento di un pianeta vivo e vivibile. Garanzia di accesso alle risorse naturali, in particolare all'acqua, bene universale, di cui non abusare, in modo che ogni essere umano abbia un reale accesso ad essa, sia in termini di quantità che di qualità.

Il Cniel (Centre national interprofessionnel de l'économie laitière)

La zootecnia da latte mobilitata per gli Stati Generali dell’Alimentazione

Requisiti, know-how, ancoraggio territoriale, diversità dei prodotti, legame con il territorio: il settore lattiero-caseario ha risorse enormi da esprimere, che soddisfano pienamente le aspettative dei consumatori.

Grazie all'Ega (États Généraux de l'Alimentation), tutti gli attori del settore (allevatori, industriali, cooperative) sono determinati a valorizzare e rafforzare le qualità intrinseche dei loro prodotti, per rafforzare il loro potenziale di competitività e per fornire risposte a tutti i consumatori.

La posizione ufficiale dell'industria lattiero-casearia sugli Ega

Alcuni contributi del Cniel sugli Ega (documenti in lingua francese):

Workshop 1 (pdf) - È bene soddisfare le aspettative dei consumatori

Workshop 4 (pdf) - Conquistare nuove quote di mercato delle esportazioni

Workshop 6 (pdf) - Adeguamento della produzione agricola alle esigenze dei diversi mercati

13 novembre 2017
 

In apertura di articolo, un'immagine di bovine da latte allevate al pascolo, in Italia - foto Cascina Roseleto©

Commenti (2)Add Comment
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scritto da Pierluigi 77, novembre 13, 2017
Interessante questa cosa degli Stati Generali dell'Alimentazione: Macron ha preso sul serio la questione agricola e anche qualla ambientale, puntando alle produzioni di qualità, che rispettano l'ambiente. Scelta coraggiosa, certo, o scelta di facciata, visto che il suo ministro agricolo appena insediato ha incontrato i vertici delle industrie? Qualcosa cambierà, di certo, ma difficilmente la massa dei francesi riuscirà a nutrirsi meglio. Staremo a vedere, sono cambiamenti che richiedono anni per essere poi giudicati
Francia avanti?
scritto da Salvacapre Luigi, novembre 13, 2017
Francia avanti o Italia indietro? Io ho l'impressione che sia più vera la due che la uno. Ad ogni modo fortunati con tutti quei pascoli, bravi a crederci e a organizzarsi. Quel che meno mi piace è che l'industria vende come prodotti del pascolo roba di animali appena in grado di muovere le zampe in un fazzoletto di terreno. Ho letto di carichi di bestiame indegni: 7 vaccje o anche più in un ettaro. E allora sull'etichetta non lo scrivi 'latte di pascolo', al massimo 'del fieno', ammesso che glielo dai.

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