Pastori sardi in piazza contro la politica che non mantiene gli impegni

   Mancano meno di 24 ore all’ennesima manifestazione, che si annuncia molto forte e incisiva, dei pastori sardi contro l’amministrazione regionale. Motivo della protesta che sarà al centro dell’iniziativa sono i vincoli inseriti nel recente dispositivo di erogazione dei fondi (13€ per pecora, leggi qui), che limiterebbero gran parte dei destinatari, impedendo loro la riscossione.

Provenienti da tutta la Sardegna, migliaia di allevatori si ritroveranno quindi in piazza Marco Polo - presso il parcheggio della Fiera - alle ore 10 e da lì moveranno verso il Consiglio Regionale, sotto le bandiere dell’Mps (Movimento dei Pastori Sardi). Due gli obiettivi dichiarati dai pastori: far sentire forti i motivi del dissenso e incontrare, prima dell’ora di pranzo, il presidente regionale Francesco Pigliaru.

Le motivazioni sono state già dichiarate, pubblicamente, attraverso un comunicato stampa e delle interviste: in sostanza alla grave crisi legata al prezzo del latte e agli ultimi anni di siccità si sono andate ad aggiungersi questioni tanto evitabili quanto gravi, derivanti dalle scelte dell’amministrazione regionale. Pomo della discordia sono i 45 milioni che sarebbero dovuti servire per aiutare le campagne. “Ma che”, dicono i pastori, “non riescono ad arrivare negli ovili”.

"I soldi”, precisa infatti l’Mps in un “manifesto” divulgato in questi giorni, “saranno vincolati da pesanti controlli per il recupero coatto dei debiti relativi ai contributi previdenziali. Una beffa. Una vergognosa e scellerata politica che ha lasciato mano libera ai burocrati".

Le richieste dei pastori
E allora, ecco che la piattaforma di richieste dei pastori prende forma: 1. una verifica sulle leggi; 2. lo stato di calamità per la siccità; 3. lo stato di avanzamento dei bandi del programma di sviluppo rurale, secondo gli allevatori in gravissimo ritardo; 4. l’istruttoria dei bandi con le domande già presentate. In sostanza, andando al sodo, i pastori chiedono conto di contributi ufficialmente garantiti, ma mai arrivati. E che, con il perdurare di questa situazione rischiano di non arrivare mai.

Nel frattempo il botta e risposta tra i pastori e l’assessore agricolo Pier Luigi Caria ha portato gli allevatori a richiedere ufficialmente le dimissioni del numero uno dell’agricoltura sarda, dopo un duro confronto a distanza tra il leader storico dell’Mps, Felice Floris, e lo stesso Caria, proprio sugli aiuti al comparto ovicaprino.

30 ottobre 2017
 

Commenti (2)Add Comment
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scritto da Rami pastore, ottobre 30, 2017
Forza fratelli pastori di Sardegna: lotta dura senza paura! Fate valere i vostri diritti contro gli amministratori carogne!
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scritto da Gaston Luceri, ottobre 30, 2017
Si vergognino i politici sardi: chi non è in regola con l'Inps non ce la fa ad andare avanti, non è un evasore fiscale. È uno che non riesce a garantirsi la pensione. Non credo nessuno si diverta a regalarsi una vecchiaia senza un'entrata sufficiente per vivere.
Vergogna!

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