Sardegna: in arrivo 30 milioni per sostenere il mondo pastorale

   Dopo le bottigliate (ai poliziotti, da parte di sedicenti pastori) e le manganellate (della polizia ai pastori) volate alla manifestazione del 2 agosto a Cagliari, nell’area tutt’attorno al Consiglio Regionale della Regione Sardegna è tornata la quiete. Il movimento dei pastori ha dimostrato ancora una volta la propria vitalità ed ha potuto contare sul supporto di contadini e artigiani, ma anche su quello degli studenti e della cittadinanza, che hanno partecipato ad una protesta ferma e civile (oltre 3mila i presenti in piazza), in cui è avvenuto l’auspicato pubblico confronto tra i manifestanti e i vertici della politica regionale.

 

Alle affermazioni del leader dell’Mps Felice Floris, prontamente rilanciate dalle agenzie di stampa e dai quotidiani nazionali, oltre che regionali («Mi interessa sapere del futuro delle nostre pecore. Ci vogliono interventi strutturali nella prospettiva e immediati per poter operare», e poi «la gente sta manifestando perché crede nella democrazia e la politica deve guardare queste persone, perché se non le ascolta vuol dire che la democrazia è morta», ndr) sono seguite le rassicurazioni del Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, e nel breve tempo di una giornata è arrivato l’impegno della Giunta regionale per reperire - distogliendoli da altre voci di spesa - i fondi necessari al mondo dei pastori.

 

Nell’arco di alcuni giorni le parole si sono tradotte nell'impegno per uno stanziamento di 30 milioni di euro, in aggiunta ai 15 già stanziati il 1° di agosto dal Consiglio Regionale, anche se «trovare queste risorse e trovarle in fretta non sarà facile», aveva spiegato il presidente Pigliaru all’indomani della manifestazione. «Siamo consapevoli», aveva aggiunto Pigliaru, «che la siccità, insieme ad un prezzo del latte molto basso, alle nevicate e alle gelate invernali hanno creato una situazione estremamente difficile. Non possiamo permetterci il rischio che chi lavora in questo settore ne abbia un danno permanente, a cominciare dalla perdita delle greggi».

 

«È chiaro», aveva precisato Pigliaru, «che non coniamo moneta, quindi destinare fondi all’emergenza significa toglierli ad altri settori facendo scelte coraggiose, ma manteniamo sempre gli impegni presi e anche stavolta faremo di tutto per riuscirci».

 

Ed è così che all’indomani del 24 agosto, gli esponenti della Giunta e capigruppo della maggioranza in Consiglio Regionale sono riusciti ad annunciare il reperimento, effettuato tra le pieghe del bilancio, dei 30 milioni di euro promessi ai pastori per affrontare la durissima crisi del comparto ovino. Dopo l’approvazione in Giunta del disegno di legge verrà definito il percorso attraverso cui rendere spendibili in tempi rapidi le risorse.

 

Le difficoltà si moltiplicano

Nel frattempo che tutto ciò maturava, nella seconda metà dello scorso mese si sono registrati un ulteriore deprezzamento del Pecorino Romano (leggi qui), ago della bilancia per la definizione del prezzo del latte ovino e una presa di posizione del senatore Pierluigi Bersani che per un caso, essendo in vacanza sull’isola, si è reso conto dei problemi del settore, dichiarandosi disposto ad intervenire in favore dei pastori. La presa di posizione del leader dell’Mdp ha suscitato il tam tam di molti interessati sui social network, molti dei quali hanno preso a domandarsi se quella del politico emiliano sia stata una promessa o… una minaccia.

 

4 settembre 2017
 

Commenti (1)Add Comment
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scritto da Garavaglia Romeo, settembre 06, 2017
Soldi soldi soldi, tolti poi chissà a chi. Soldi accompagnati dalla parola roboante "milioni", ma soldi che quando li vai a dividere per i destinatari diventano come i pannicelli caldi per l'ammalato che sta per morire. Perché allora non una politica di sostegno concreta, fatta con interventi preventivi, come la creazione di invasi di acqua, il sostegno alle aziende che si attrezzano per non sprecarne (acqua piovana, miglior gestione dell'acqua della falda, etc), perché non investire su sistemi di dissalazione dell'acqua marina (costano cari, ma nel tempo neanche tanto)? Perché la politica del fare rende meno di quella delle chiacchiere? Ne siete certi?

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