La zootecnia di montagna è al centro di Agri-Cultura Fest

I bovini di razza Bruna Alpina Originale del Piemonte non hanno ottenuto i premi messi a disposizione dall'Ue con la Misura 10.1.8. Perché? - foto dalla pagina Facebook dell'Associazione Bruna Alpina Originale©Prende il nome di Agri-Cultura Fest, un appuntamento in programma a Domodossola domenica 10 settembre, che - pur essendo alla sua prima edizione - gia' si prevede ricco di contenuti interessanti, tanto per i consumatori consapevoli, quanto per gli allevatori e i tecnici dediti alle pratiche estensive.

 

L'evento, che si terra' presso l'Agriturismo La Tensa, in collaborazione con Slow Food Verbano Cusio Ossola, l'associazione "Amici di Vallesone" e la Apao (Associazione Produttori Agricoli Ossolani), sara' articolato in un programma assai ricco - consultabile nella locandina riprodotta qui sotto - in cui ai momenti di divulgazione si alterneranno le degustazioni di prodotti tipici territoriali (a pagamento), tutti caratterizzati da diversi e rilevanti pregi: organolettici, nutrizionali ed eco-ambientali, originando essi da contesti di agricoltura e zootecnia di tradizione, recuperati o mantenuti strenuamente sino al giorno d'oggi.

 

  Tra tutte le attivita' previste emergono i due incontri sui temi "Il melo: impianti moderni o vecchie varieta'. Idee a confronto" (c/o il meleto di Vallesone, ore 11), ma soprattutto, per i nostri lettori, "Quale allevamento per la montagna?", con il contributo del professor Luca Maria Battaglini, ordinario di Scienze e Tecnologie animali presso il Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DiSAFA) dell'Universita' degli Studi di Torino (sala conferenze La Tensa, ore 14), che trattera' della zootecnia alpina e della sua importanza da molte e diverse prospettive, tutte interconnesse tra loro. Dalla difesa delle razze rustiche locali alla biodiversita' zootecnica e botanica, al presidio e alla conservazione dei territori montani, grazie alle buone pratiche agro-silvo-pastorali.

 

Bruna Alpina Originale: una razza dimenticata dalla politica piemontese?

La partecipazione all'evento di alcune aziende che hanno nel mantenimento delle razze locali un fondamento della propria attivita' portera' stimoli utili alla discussione e - ce lo auguriamo - potrebbe dare risalto ad alcune mancanze della recente politica agricola regionale, se si pensa, ad esempio, che nel solo Piemonte gli allevatori di razza bovina Bruna Alpina Originale(una notizia da noi raccolta su Facebook e verificata con gli allevatori interessati, ndr)Ânon sono riusciti ad accedere ai premi comunitari relativi alla Misura 10.1.8, erogati dall'Unione Europea e ottenuti all'inizio di questo anno dagli allevatori di OB (Originale Bruna) del resto d'Italia.

 

Si badi bene: non si parla di elemosine ma di 400 euro per capo moltiplicati per cinque anni. Vale a dire di risorse senza le quali aziende gia' sfavorite da diverse condizioni produttive (razze non particolarmente produttive, maggiori costi nel produrre in montagna, maggiori difficolta'nello sbocco sul mercato) saranno ulteriormente penalizzate, nell'economia e nel morale.

 

In attesa di una risposta dell'assessore Ferrero

Chissa', forse a Domodossola ancora una volta tutto scorrera' in maniera pacata e tranquilla, forse nessuno puntera' il dito contro nessuno. E se qualcuno lo dovesse fare, forse i cronisti locali - sempre che siano presenti - magari non daranno peso alla questione, anche se la domanda dovrebbe scaturire spontanea, e stentorea, dopo una minima ricostruzione dei fatti: dov'erano i responsabili dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Piemonte quando nello scorso febbraio a Trento i loro colleghi dell'arco alpino, su iniziativa dell'assessore lombardo Gianni Fava, si riunivano per concertare le azioni di sostegno agli allevatori di OB? Perche' l'Assessorato Agricolo piemontese non ha fatto nulla per permettere ai propri allevatori di accedere ai fondi che Bruxelles aveva reso disponibili?

 

Quesiti che, si spera, verranno lanciati a margine di questo e di altri incontri che si terranno in regione sui temi dell'allevamento di qualita', e a cui l'assessore Giorgio Ferrero e'oraÂchiamatoÂa rispondere. Dove eravate quando altri assessorati ottenevano quei premi comunitari? Perche' non avete partecipato a quella riunione? Come volete rimediare adesso per aiutare i vostri allevatori?

 

Questioni su cui l'€™attuale numero uno dell'agricoltura piemontese farebbe bene ad argomentare, se non il 10 settembre a Domodossola, non oltre il prossimo Cheese 2017, evento in cui i riflettori della stampa mondiale si accenderanno sulla cittadina di Bra, portando l'operato di molti, nel bene e nel male, ben oltre la ribalta nazionale.

 

4 settembre 2017

Commenti (1)Add Comment
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scritto da Phil the CheeseMaker, settembre 06, 2017
A giudicare dalle accuse è una situazione paradossale, al limite del credibile, come molte situazioni in Italia sono poco credibili, per quanto reali. E cosa ci stanno a fare questi signori, dove li abbiamo messi noi elettori, a scaldar sedie?

Il minimo che si può chiedere alla politica è di dare spiegazioni, e di trovare quei fondi in ogni modo, per compensare quegli allevatori che ne avevano diritto.

Altrimenti, alle prossime elezioni, tutti a casa e il Piemonte alla Lega Nord (personalmente con la molletta al naso)

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