Convegno prati stabili: Caramagna ha scelto la zootecnia estensiva

La zootecnia estensiva, basata sull'utilizzo di prati, è un forte fattore di mantenimento dell'ambiente e di salvaguardia della biodiversità

 

È davvero un convegno da non perdere - per gli amanti del cibo buono e sano, per gli allevatori che volessero convertirsi alle pratiche estensive, e per i tecnici impegnati nelle produzioni da erba - quello che si terrà venerdì prossimo 23 giugno a Caramagna Piemonte, in provincia di Cuneo e che tratterà della locale Oasi Prativa. L'iniziativa ruoterà attorno al racconto del progetto "La marca delle due province; ricerca applicata ai prati stabili", realizzato nel 2016 dal Comune di Caramagna, finanziato dalla Regione Piemonte e curato dai dottori forestali Marco Allasia e Giorgio Curetti.

Per l'occasione, oltre alla presentazione dei risultati della ricerca, sono in programma gli interventi del professor Andrea Cavallero, eminente esperto in praticoltura, già docente dell'Università di Torino e del dottor Sergio Capaldo, presidente del Consorzio Bio Simbiotico. Porteranno inoltre la loro testimonianza due produttori legati all'alimentazione da erba: l'Azienda Agricola Bergese di Monasterolo di Savigliano (carne di razza Piemontese allevata al pascolo) e la Cascina Roseleto di Villastellone (latte dell'erba e del fieno e suoi derivati).

Claudia Masera con le sue vacche al pascolo. L'imprenditrice di Villastellone racconterà la sua esperienza di riconversione da zootecnia intensiva ad estensiva

 

Le premesse del progetto - Da alcuni anni, l'amministrazione comunale di Caramagna Piemonte persegue l'obiettivo di verificare la possibilità di rivalutare dal punto di vista paesaggistico e produttivo i prati stabili caramagnesi attraverso l'individuazione di progetti di valorizzazione.

L'obiettivo della ricerca svolta, che verrà illustrato nel convegno del 23 giugno a Caramagna,  è stato  quello di individuare metodi gestionali e tecniche innovative per la gestione del prato, forme di tutela, di incentivi e filiere produttive legate al prato polifita non avvicendato già attuate in contesti simili, che permettano innanzitutto di conservare questa realtà e di portare nuovi sviluppi per la foraggicoltura permanente non avvicendata.

   Quello di Caramagna Piemonte è dei pochi comuni nella pianura intensiva cuneese ad avere sul suo territorio una presenza importante di queste superfici prative non avvicendate, a cui sono legati storia e tradizioni agricole e buone pratiche allevatoriali.

Lo studio - Lo studio, finanziato nell'ambito del Programma Territoriale Integrato P.T.I. "La marca delle due province" (in attuazione del PAR-FSC 2007-13, approvato con D.P.R. n. 40 del 8 maggio 2015), nasce dall'esigenza dell'amministrazione comunale di Caramagna Piemonte di conoscere approfonditamente la realtà prativa presente sul suo territorio, di conoscere le esperienze e le realtà di altri territori che hanno sviluppato iniziative legate al prato, di gettare le basi per eventuali progetti di sviluppo, per avere la possibilità futura di portare avanti iniziative concrete per rivalutare dal punto di vista paesaggistico e produttivo i prati stabili caramagnesi.

Gli obiettivi - L'amministrazione caramagnese potrà favorire, incentivare ed appoggiare concretamente progetti di sperimentazione e di sviluppo sul prato stabile di pianura che possano creare le condizioni per la realizzazione di filiere ad alto valore aggiunto, affinché la naturale vocazione prativa del territorio possa affrontare le nuove dinamiche congiunturali sul piano della produzione agricola.

Con il consolidamento delle produzioni agroalimentari di qualità realmente elevata ed economicamente sostenibili, punto di unione tra la valorizzazione delle potenzialità ambientali e paesaggistiche, l'amministrazione comunale punta a favorire la ricostituzione del paesaggio naturale del territorio, il recupero dei caratteri originali dei luoghi, la difesa delle varietà animali e vegetali autoctone e più in generale della biodiversità, su un territorio di pianura che, vista anche la presenza di un ultimo lembo di bosco planiziale (Bosco del Merlino SIC IT 1160010), fa dell'ambiente naturale caramagnese una parte integrante fondamentale per la vita della sua comunità.

Il programma del convegno
Convegno su "L'Oasi prativa di Caramagna Piemonte"

Alternative alla produzione intensiva di latte e carne
La filiera dell'erba
Esperienze dirette su filiere e produzioni
Venerdì 23 giugno 2017 ore 17:30
Ristorante Lago dei Salici
Strada reale 12 - Caramagna Piemonte

Il convegno ha l'obiettivo di presentare il progetto
"La marca delle due province. Ricerca applicata Prati Stabili"

Verranno presentate le reali opportunità di sviluppo in campo agroalimentare che il territorio caramagnese può offrire in alternativa alle produzioni intensive di latte, carne e di tutti i prodotti della filiera.

17:30 Ritrovo presso il Ristorante Lago dei Salici

18:00 Inizio convegno

Introduzione e moderazione
a cura Di Dario Colombano
assessore all'Ambiente del Comune di Caramagna Piemonte

Presentazione del progetto
"La marca delle due province. Ricerca applicata Prati Stabili"
a cura dei dottori forestali Marco Allasia e Giorgio Curetti

Alternative alla produzione intensiva di latte e carne
La filiera dell'erba

a cura del professor Andrea Cavallero

Testimonianze - Esperienze dirette
Cascina Roseleto di Claudia Masera - Villastellone (TO)
Azienda Agricola Bergese - Monasterolo di Savigliano (CN)

Conclusioni
a cura del dottor Andrea Olivero, viceministro alle Politiche Agricole 

Segue cena a buffet

Per questioni organizzative chi voglia partecipare è pregato di confermarlo scrivendo a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonando al 342 565 4470

19 giugno 2017
 

Commenti (2)Add Comment
Olivero
scritto da Zuppa Inglese 88, giugno 19, 2017
La presenza del "ministro ombra" farebbe ben sperare. In genere il ministero non presenzia iniziative come questa per il semplice motivo che nessuno auspica un ritorno alle buone pratiche zootecniche. I mangimisti morirebbero di fame, poi i veterinari e le industrie del farmaco. Se rimetti gli animali in grado di vivere bene sai quanti personaggi perdono il lavoro? L'80% di quelli che oggi sono in circolazione, a far solo danni.
...
scritto da Flambert Gustave, giugno 19, 2017
Molto interessante. Peccato la distanza. Ma una connessione web e poi averlo in streaming?

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