Festival della tosatura a Beja: partecipazione e voglia di fare

Un momento della gara di tosatura a Beja, la scorsa domenica, 19 aprileProsegue la collaborazione degli enti italiano CoRFiLaC (Consorzio Ricerca Filiera Lattiero Casearia) di Ragusa e Gal Eloro con i pastori di Beja, in Tunisia, nell’ambito del progetto Hilftrad. Una delegazione dei partner italiani coinvolti ha partecipato lo scorso 19 aprile al 2° Festival de la tonte (2° festival della tosatura) di Beja, svoltosi nell’azienda del presidente della Gda, la locale cooperativa dei pastori, Zied Ben Youssef.

La delegazione italiana, guidata dal direttore del Gal Eloro Sergio Campanella, ha visto coinvolti quattro agronomi specialisti nell’allevamento e nella qualità del latte e dei prodotti trasformati: Rosario Petriglieri, Rim Ben Younes (entrambi del Corfilac, capofila del progetto), Giuseppe Giurdanella e Marco Gulino (tecnici del Gal Eloro).

Un momento della gara di tosatura a Beja, la scorsa domenica, 19 aprileAl festival hanno partecipato tutti i soci della cooperativa, allevatori di pecore di razza sicilo-sarda, ma anche allevatori non soci. L’arrivo in azienda ha dato subito l’impressione di un evento molto partecipato e atteso dalla comunità coinvolta: striscioni, musica, tanta gente e una presenza molto vivace in cui tutti sono stati partecipi dell'evento come momento di crescita personale, attraverso il dialogo, il confronto e l'osservazione.

Il fermento è stato tanto: una decina i concorrenti iscritti alla gara di tosatura, un centinaio le pecore da tosare, e poi gli arbitri e gli assistenti impegnati nella cura della logistica, dalla cattura alla liberazione degli ovini, che sono stati liberati del loro vello rigorosamente a mano, con il solo ausilio delle apposite forbici. La competizione si è rivelata molto impegnativa, anche perché una parte dei tosatori non si è dimostrata avvezza ad avere tra i piedi tanti curiosi.

Terminata la gara di tosatura, qualche minuto di ristoro con acqua in brocche di coccio e un dessert tradizionale, per ricaricare le energie, e subito poi tutti sotto un tendone per un confronto che è apparso acceso, serrato tra personalità pubbliche e del mondo accademico e allevatori. Ciò che più ha colpito è stata la grande attenzione e la partecipazione di tutti, le innumerevoli domande poste, le puntuali risposte che hanno caratterizzato i momenti più "caldi" dell'iniziativa, che preludevano all'esito della competizione.

Nuove esperienze per i pastori della cooperativa Gda di Beja: le mungitrici meccaniche sono arrivate. Ora bisognerà imparare ad usarle rispettando l'animaleAl termine del confronto, gli organizzatori hanno premiato i vincitori della gara di tosatura, tributando onori ai primi tre classificati. Da sottolineare che, nonostante la maggioranza dei concorrenti appartenesse alla cooperativa Gda, il vincitore è stato un allevatore non socio, a testimonianza della non faziosità del torneo.

Ma il 2° Festival de la tonte ha assunto un'ulteriore valenza per la consegna delle macchine mungitrici, affidate ai soci della cooperativa in misura di un'attrezzatura per azienda, con la finalità di migliorare la qualità del latte ovino. Per fare questo ha deciso di comprare e affidare a ciascun allevatore, una macchina mungitrice. 

Terminati questi adempimenti, è arrivata l'ora del pranzo: tutti in fila quindi, in maniera ordinata ad aspettare la propria razione di couscous con carne di agnello, olive e latte di pecora. Un pranzo semplice e frugale, ma di enorme impatto, povero ma di qualità, a simboleggiare al tempo stesso la semplicità, la ricchezza di gusto e la valenza nutritiva del pasto. Ad allietare il momento del pranzo è stato organizzato un carosello di artisti a cavallo, accompagnati da musica tipica del territorio, eseguita dal vivo da un trio di musicisti locali con flauto e tamburi.

In occasione del 2° Festival de la tonte (della tosatura) di Beja, ogni pastore aderente alla cooperativa Gda ha ricevuto una mungitrice meccanica, con l'obiettivo, non facile da perseguire, di migliorare la qualità del prodotto. Serviranno ancora ore e pre di corso e di pratica«Per me», ha sottolineato Rosario Petriglieri, «È stato un giorno interessante, ma anche ricco di nostalgia, che mi ha riportato alla mente quando, da piccolo, gli allevatori del mio territorio sapevano divertirsi così come ho visto fare oggi agli allevatori tunisini». È proprio vero, viene da dire che forse si sta meglio quando si sta peggio: «è un peccato», ha proseguito il tecnico del CoRFiLaC, «aver perso la capacità di gioire delle semplici cose di questo lavoro, persi come si è da una quotidianità affannata, alla ricerca di non chiare mete».

Terminato il pranzo, è giunto il momento della dimostrazione pratica di mungitura meccanizzata. Dopo le  dovute premesse sull'uso delle attrezzature, gli allevatori tunisini sono stati invitati a mungere le loro pecore, e l'esito dell'esperienza ha lasciato intendere a tutti quanta pratica ci sarà da fare per operare al meglio. La macchina aiuta l'uomo, è vero, ma non bisogna mai trascurare un approccio che tenga conto delle sensibilità dell'animale. In sostanza per i tecnici di Corfilac e Gal Eloro presenti è stato un bell'impegno, nel cercare di correggere i difetti di comportamento dei loro "allievi".

«La sfida futura», ha concluso Petriglieri, «sarà quella di impedire che l’uso inconsapevolmente errato della mungitrice possa creare traumi alle pecore e peggiorare la qualità del latte. Sarà questo l'oggetto di una prossima missione, già prevista e organizzata, per impedire ad altri di sbagliare dove noi italiani abbiamo già errato».

26 aprile 2015
 

Commenti (1)Add Comment
Progresso
scritto da Chicco "scheggia" Miani, aprile 28, 2015
Attenti a non portargli troppo progresso, a correggere gli errori che faranno (nessuno nasce imparato) e a seguirli nel tempo. Queste comunità hanno bisogno di essere seguite e sostenute. E bisogna trovare al loro interno i tecnici che li seguano poi passo dopo passo. Quelli devono poi venire con i loro soldi nelle nostre scuole a diventare tecnici sempre più bravi. E quando quelle comunità riusciranno a marciare con le loro gambe ci dovrebbero restituire quel che abbiamo speso per loro, tutti noi europei, non solo italiani o siciliani o sardi. Io la vedo così. E ce ne sarebbero altre di osservazioni da fare!

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