Settecento agnelli abruzzesi per la Pasqua dei terremotati
10 aprile 2009 - Agnelli a tempo di record dai pastori abruzzesi alle popolazioni flagellate dal sisma del 6 aprile scorso. Grazie all’intervento finanziario della Regione Abruzzo e della Legacoop, intervenuta attraverso cinque cooperative di Imola (Asscoper, Cti, Cesi, Sacmi, 3L), i terremotati potranno passare le festività pasquali senza rinunciare al tradizionale agnello , che una volta tanto, come accadeva prima dell’era della Gdo, tornerà ad essere abruzzese doc per tutti.

L’iniziativa, partita grazie alla proposta dei pastori, che hanno offerto la bellezza di settecento agnelli a un prezzo “politico”, sarà resa possibile dall’intervento degli stessi protagonisti che, scesi a decine per lo più dalle montagne di Scanno nell’area colpita dal terremoto, lavoreranno incessantemente, visti i ristetti tempi operativi a disposizione.

Macellare, pulire, porzionare settecento bestie non è un lavoro da poco, ma i pastori ci mettono la loro parola e la loro faccia e garantiscono che ce la faranno: “in meno di due giorni”, hanno assicurato, “sapremo garantire una vera e propria impresa che avrà il valore della tradizione ma anche e soprattutto quello della vicinanza e del calore umano, e che è nostro dovere portare a chi è più sfortunato di noi”.

È grazie ai pastori, quindi, che uno dei più spontanei segnali di speranza e di solidarietà giunge ai terremotati in questo difficile momento, in cui molte delle iniziative avviate stanno assumendo una caratterizzazione forse un po’ troppo mediatica. A differenza di altre operazioni ampiamente divulgate da stampa e televisione, questa - che non trova spazio sui media nazionali a larga diffusione - si fa apprezzare per la sua sostanza e discrezione, e per quel carattere forte e gentile, che la gente di questa terra sa dare alle proprie azioni, rimboccandosi le maniche nei momenti più difficili.

«È un segnale importante di speranza», hanno sottolineato i pastori scesi alL’Aquila per l’occasione, «di quello spirito di solidarietà ma anche di caparbietà a non arrendersi mai che sarà indispensabile avere e mantenere non solo nei prossimi giorni, ma nei mesi e negli anni futuri, per ricominciare».

Commenti (3)Add Comment
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scritto da Valentina Guglielmini, aprile 12, 2009
Io ho parlato con amici abruzzesi di zone non colpite dal sisma, e tutti - dico tutti - hanno perduto almeno una persona cara o hanno amici e parenti che hanno avuto lutti. Immagino che per i pastori di Scanno sia stata una gioia del cuore offrire quel che era in loro possesso per partecipare il loro calore ai terremotati.
Questa è l'Italia che mi piace, non quella di chi per fare promozione a sé stesso mette a disposizione le proprie ville per acchiappare consensi.
per Eugenio
scritto da Vinicio_Cantuaria_61, aprile 10, 2009
Ma perché, in Romania non mangiano l'erba? E pensi che sia peggiore? E che da là a qua non li portino con le celle frigorifere?
Con la crisi che c'è, uno compra l'agnello che costa meno, e i supermercati lo sanno che la gente non arriva alla fine del mese, quindi c'e' da capire gli uni e gli altri. La ragione non sta da una sola parte.
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scritto da Eugenio123, aprile 10, 2009
Bella iniziativa, anche perché salva capra e cavoli: i pastori abruzzesi strozzati dai supermercati che vendono agnello rumeno a meno di 5 euro spacciandolo per locale, hanno trovato così lo sbocco ideale e i terremotati saranno tornati a sentire com'è la carne di animali allevati come si deve

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