Italia

L'Alto Adige ha deciso: passo indietro sulla zootecnia intensiva

foto Pixabay©La zootecnia intensiva non deve prendere il sopravvento sul mondo rurale, e la sua mentalità deve rimanere fuori dal maso del contadino. È questa in estrema sintesi la nuova prospettiva verso cui protende la politica agricola della provincia di Bolzano, oggi più sensibile al successo del modello austriaco dell'Heumilch Stg che irretita - come lo è stata in passato - dalle prospettive produttiviste dell’agroindustria padana.

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Milk Day: il mondo lo celebra, l’Italia si piange addosso

   Secondo un detto popolare “il mondo è bello perché è vario”: un’affermazione che mal si attaglia al pianeta latte, se lo si guarda nella sua accezione più ampia e in un contesto globale, in grado di mettere in evidenza estreme divergenze sì (è vario quindi) ma anche speculazioni, mistificazioni ed approcci di comodo (è assai poco bello) che nel “Milk Day” - Giornata Mondiale del Latte - appena trascorso (1° giugno), si sono palesati a chiunque abbia dato un’occhiata anche superficiale alla stampa internazionale. E a quella italiana.

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La storia del latte FICo, che costa quanto quello dell’erba ma che con l’erba non ha nulla a che fare

   Come annunciato da queste pagine a fine aprile, l’iniziativa di educazione alimentare il “Latte nelle Scuole” ha finalmente recepito le indicazioni comunitarie, garantendo alle produzioni con materia prima locale titoli di priorità nell’assegnazione dei bandi rispetto alle produzioni nazionali. Nel trattare positivamente la questione, avevamo sottolineato “che finalmente anche i latti territoriali hanno potuto spuntarla, in termini di visibilità, di opportunità e di fatturato, rispetto ai soliti noti che in passato si accaparravano l’intera posta in gioco”.

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Roma? La città con l’assessora all’ambiente che di animali ne sa poco e niente

   Le pecore mangiano erba. Lo dovrebbero sapere anche i bambini, certo, ma oggi non è così scontato: in un Paese e in una società in cui le distanze tra il mondo rurale e le città sono sempre più profonde, questa ipotesi risulta quantomeno improbabile. A ricordarselo, per quanto a fasi alterne, sono però gli amministratori pubblici, che si interessano al mondo pastorale quando hanno bisogno di curare il verde comunale o demaniale (vuoi mettere l’erba tagliata a regola d’arte?, ndr), per poi tornare ad occuparsi - loro malgrado - dei pastori quando le loro greggi chiedono di attraversare le aree pubbliche (e questo perché le pecore, una volta mangiato, hanno il “difetto” di defecare, ndr).

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