Italia

Crolla il prezzo del latte sardo. Ad impennarsi sono le accuse

Sembrano riecheggiare oggi i proclami uditi per mesi e mesi, un anno fa, dalla Sardegna: "Sarebbe un reato vendere il latte ovino a meno di 1 euro al litro" oppure "Non bisogna vendere a meno di 1,10 euro". I toni trionfalistici erano quelli della Coldiretti regionale, associazione di categoria altamente specializzata nel cavalcare l'onda quando le cose vanno bene, sino ad ergersi a ruolo di protagonista. E che allo stesso modo, quando l'onda si fa anomala (o ci si prepara allo tsunami) sa giocare allo scaricabarile come nessun altro.

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Truffa dei formaggi scaduti: sarà Pasteur a scagionare i colpevoli?

Per quanto senza un grande dettaglio, le immagini dei servizi Rai sugli sporchi traffici di Tradel e Megal furono più che eloquentiIn origine erano formaggi. Quali che fossero, formaggi, purché scaduti, marci, pieni di vermi, da acquistare sottobanco, da immagazzinare e "ripulire" per reintrodurli sul mercato come nulla fosse. Lo scandalo, deflagrato nel 2008 a seguito di una vasta indagine della Guardia di Finanza, toccò nomi altisonanti dell'industria nazionale, che - come se nulla fosse - uscirono di scena, nel 2012, all'esordio di un processo che all'epoca ebbe del clamoroso e che trovò risalto su decine e decine di testate nazionali web e cartacee, radiofoniche e televisive. Qualeformaggio seguì la vicenda nel marzo del 2012 e nel settembre del 2013, quando il processo sembrava aver messo ormai alle corde i soli pesci piccoli.

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Legambiente e Ciwf sulla zootecnia: ''Serve una svolta epocale''

  Ogni anno in Italia vengono allevati 800 milioni di animali, a cui viene somministrato il 71% degli antibiotici venduti nel Paese. In altre parole - e questo si sapeva, ma non da questa esatta prospettiva - la zootecnia intensiva non rispetta affatto il benessere animale e impatta come non mai sulla salute delle persone e sull’ambiente. Un comparto che in Italia si è sempre più industrializzato con il passare degli anni, e che a fronte di una popolazione di poco più di 60 milioni di abitanti, alleva 800 milioni di animali all'anno.

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Dieci anni dopo, nasce a Torino l'Eataly dei carcerati. Ma Farinetti non c'entra nulla

   Giovedì scorso, 27 ottobre ha aperto i battenti a Torino "FreedHome-Creativi Dentro", il primo punto vendita di prodotti d'eccellenza "made in carcere": dai dolci ai vini, alle birre, ma anche ai capi di abbigliamento, ai mobili, ai cosmetici; tutti realizzati da detenuti in quarantacinque istituti di pena italiani. I prodotti verranno commercializzati in un vero e proprio show-room - sito in via Milano 2/c, non lontano da piazza Castello - in cui lavoreranno quattro detenuti, "coadiuvati" da due agenti, con funzione di sorveglianza.

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