Italia

Il tribunale dà ragione a Cipressa Sapori: Latte Alberti cambierà nome

Il logo-marchio ''Latte Alberti'': il Tribunale di Genova ne ha disposto l'annullamento. L'azienda ricorrerà in appelloImpegnate in una serrata disputa legale da circa due anni per l’uso della denominazione “Alberti”, la Latte Alberti di Pontedassio (che produce latte dal 1948) e la Cipressa Sapori di Imperia (detentrice di marchio “Alberti” nei segmenti olio extravergine d’oliva, pesto, olive, tonno) hanno vissuto, lunedì scorso, un’altra tappa della loro contesa nelle aule della sezione “Imprese” del Tribunale di Genova.

 

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Una giornata sul latte di pecora e i suoi formaggi nel senese

Una foto dal sito web dell'azienda dei Fratelli Sanna, abituati ad raccontare ai consumatori come si fa il formaggio di pecora, il 16 febbraio avranno come ospiti dei colleghi e illustri relatori

 

Un’interessante giornata di lavoro destinata ai casari è in programma per sabato 16 febbraio presso l’azienda agricola dei fratelli Sanna, a Monteroni d’Arbia, in provincia di Siena. Eloquente il titolo dell’iniziativa - “Diversificare la produzione casearia con il latte di pecora” - che lascia ben intendere come questo appuntamento sia destinato a chi già produca formaggi, a patto che essi siano di vacca, capra o bufala.

 

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Grana Padano e lisozima: il consorzio precisa

   Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, una lettera di precisazione del presidente del Consorzio di Tutela del Grana Padano, Cesare Baldrighi (la replica del nostro direttore è in calce all'articolo, nello spazio riservato ai commenti):

 

Egregio Direttore,

con riferimento a quanto contenuto nell’articolo intitolato “Grana e lisozima: gli animi si scaldano, fioccano le denunce”, pubblicato il 14 gennaio su Qualeformaggio, ci corre l’obbligo di precisare quanto segue.

 

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Legambiente e CiWF: ‘‘Non c’è benessere (animale) se il prodotto nasce in una stalla (intensiva)”

Conflitto d'interessi per CiWF? L'associazione contesta l'uso della dizione ''benessere animale'' da parte delle industrie intensive eppure organizza il premio ''Benessere Animale'' in cui anche le industrie intensive possono iscriversi e vincereFinalmente ce l’hanno fatta: dopo oltre un anno di palesi abusi del termine “benessere animale” da parte di molte industrie, e dopo che dalle nostre pagine più volte (leggi qui e qui) si è levata una voce critica nei confronti di un fenomeno sempre più diffuso - quello di evidenziare sulle etichette dei prodotti alimentari la dicitura “benessere animale” - ecco che due associazioni, Legambiente e CiWF (Compassion in World Farming), si sono finalmente determinate a richiedere un intervento sia del Ministero delle Politiche Agricole che di quello della Salute, attraverso una petizione popolare.

 

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