Crisi per l'industria in Alto Adige. Il futuro è dei piccoli

Sono cento i conferitori di latte dell'Alto Adige che nel 2011 hanno dovuto chiudere i battenti, nonostante l'aumento del fatturato del settore, cresciuto del 9% rispetto all'anno precedente. Il bilancio è stato presentato mercoledì scorso dalla Federazione delle Latterie a cui aderiscono cinquemilatrecento aziende della provincia. «L'impiego oneroso», ha detto il presidente della Federazione Joachim Rainalter «e le difficoltà nel gestire l'allevamento come attività secondaria» sono i motivi della "disaffezione".

A fare da contraltare a questi dati e a questa lettura arriva però in queste ore una notizia che deve far riflettere: il comune di Laives, 10km a sud di Bolzano, ha assegnato ad un'azienda veneta - la Marchi SpA di Thiene - la fornitura di latte e formaggi biologici per tutte le sue scuole ed asili del proprio territorio. Ne dà notizia il quotidiano Alto Adige di mercoledì scorso indicando le altre aziende che hanno partecipato alla gara: Milkon, Foppa, Pregis, Cooperativa Latte Vipiteno, Latteria sociale di Vipiteno, Latteria sociale di Merano e Brimi.

Una banale gara d'appalto, di quelle sempre assegnate in passato a produttori regionali, ma stavolta un sonoro schiaffo all'economia e all'orgoglio lattiero-caseario altoatesino, che se da una parte ha anch'esso omologato la gran parte delle strutture produttive ai modelli più specializzati, dall'altra non è evidentemente in grado di far quadrare i conti nonostante a suo favore dovrebbero giocare, secondo logica i fattori logistici e della shelf life del prodotto (per quanto vicino il Veneto, su prodotti con scadenza a pochi giorni, la mezza giornata, nell'alimentazione dei bambini e dei ragazzi dovrebbe, a nostro avviso, essere tenuta in considerazione).

C'è da dire però, invero, che a fronte di una evidente crisi del suo modello industriale, l'Alto Adige sta vedendo la progressiva crescita di piccole realtà in grado di produrre qualità senza compromessi. La realtà più rappresentativa e interessante che le raccoglie sotto il proprio marchio, al momento, appare  la Ahrntal Natur della Valle Aurina.

28 aprile 2012

Commenti (2)Add Comment
...
scritto da Pet(ronio) l'aquila, aprile 28, 2012
Quantità non qualità, qst il verbo predicato dai grandi esperti per anni e anni. Ecco i risultati, bravi! Si salva chi? Chi ha tenuto duro sinora, cercando di rimanere fuori dal giro, chi ha continuato a trasformare. E meno male che in quella regione hanno fanno le vacanze nel maso del contadino, e chi meglio di loro ha una vendita diretta che può tenere in piedi l'attività agricola poliedrica (i piccoli: difficile facciano solo formaggio avranno prodotti dell'orto, insaccati, etc.). E per tanti dei problemi diciamo grazie a Bruxels!
...
scritto da Marco Sassi, aprile 28, 2012
La grande corsa alla cooperazione, al coperativismo degli anno '70-'80: ecco i frutti che ha portato. Nel mondo del ino ognuno la sua individualità, in quello del latte e formaggio buttare la qualità di uno con l'ammasso degli altri, in cu cè di tutto. Era difficile capire che questo avrebbe portato solo problemi?

Scrivi un commento
diminuisci le dimensioni del form | aumenta le dimensioni del form

security code
Trascrivi i caratteri che vedi qui sopra


busy