Cuneo: quattro vallate strizzano l’occhio al turismo, con gli Ecomusei del Gusto

   Con “Ecomusei del Gusto”, la formula dell’ecomuseo, che in Italia ha sinora saputo intercettare un pubblico colto, attento ma non di vastissime dimensioni, si candida ad abbracciare in un futuro non troppo lontano una platea più ampia e variegata: quella di chi – nella prospettiva di un “fuori porta intelligente” – dimostra di apprezzare anche i piaceri della tavola, e qualche opportunità di shopping alimentare verosimilmente più autentico della media.

 

Il progetto “Ecomusei del gusto - Una montagna di esperienze” è stato finanziato dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) nell’ambito del bando “Musei aperti 2017”, un bando che aveva l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema museale cuneese sostenendo gli istituti culturali in iniziative ed azioni volte al coinvolgimento di nuovi pubblici ed all’elaborazione di piani di comunicazione innovativi in grado di migliorare l’accessibilità e la diffusione dei contenuti.

 

Il progetto elaborato è frutto del lavoro di collaborazione tra quattro ecomusei – l’Ecomuseo della Pastorizia, l’Ecomuseo della Segale, l’Ecomuseo Terra del Castelmagno e l’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira – e di quattro soggetti gestori – l’Unione Montana Valle Stura, l’Ente di Gestione Aree Protette Alpi Marittime, l’Associazione La Cevitou e il Comune di Celle Macra. Nel complesso ad essere coinvolte sono quattro territori: la Valle Stura, la Valle Gesso, la Valle Grana e la Valle Maira.

 

L'idea progettuale è nata dalla necessità degli ecomusei di aumentare il grado di collaborazione tra gli stessi e tra questi e gli operatori del territorio. Si è così immaginato di avviare un processo che non promuova direttamente la struttura ecomuseale ma che, partendo dalla valorizzazione dei prodotti locali, conduca alla valorizzazione degli ecomusei. Per mettere in atto l'obiettivo della collaborazione tra queste realtà ed altri operatori locali si è pensato di prendere in considerazione uno dei denominatori comuni dei quattro ecomusei, vale a dire i prodotti agroalimentari più rappresentativi dei territori in cui i medesimi ecomusei hanno sede, quindi l’Agnello Sambucano, la segale, il Castelmagno (che noi purtroppo non riconosciamo, più rispetto a quello degli Anni Settanta, tanto sono cambiate le metodiche produttive, ndr) e le acciughe.

 

Prodotti che vengono in questo modo considerati “locali ambasciatori del gusto e degli ecomusei”, ai quali agganciare gli altri prodotti tipici del territorio, allo scopo di creare un “paniere dei prodotti degli ecomusei”. Rafforzando il legame tra ecomusei, prodotti e produttori, nonché utilizzando una comunicazione coordinata tra gli istituti ecomuseali, i fautori dell’iniziativa vogliono così trovare una sinergia in cui ognuno possa trarre vantaggio dal successo dell’altro, auspicando di incrementare di conseguenza il numero di visitatori e la conoscenza dei prodotti tipici.

 

In sintesi, il progetto si pone quattro obiettivi principali:

• incrementare la collaborazione tra gli ecomusei secondo una logica trans-valliva;

• aumentare la visibilità e la conoscenza degli ecomusei sul territorio locale;

• accrescere la visibilità e la conoscenza degli ecomusei sul territorio extra locale;

• potenziare la collaborazione tra ecomusei e operatori del territorio.

 

Questi obiettivi prevedono la messa in opera di una serie di azioni ed attività finalizzate al raggiungimento degli stessi:

 

• creazione di un’identità grafica e elaborazione di un piano di comunicazione coordinato che possano rappresentare il progetto, i luoghi ed i prodotti che si intendono valorizzare;

• definizione e distribuzione di questionari, destinati sia alla popolazione del territorio che ai turisti, che possano essere utili nell’analisi del pubblico degli ecomusei nonché nella valutazione e nella pianificazione delle azioni intraprese dal progetto;

• realizzazione di incontri con produttori, ristoratori ed interessati al tema della valorizzazione dei prodotti locali allo scopo di presentare l'idea progettuale, condividerne gli obiettivi e avviare una collaborazione sulle tematiche oggetto dell’iniziativa;

• ricerca delle ricette tradizionali del territorio e rivisitazione delle stesse sia ad opera dei ristoratori che di istituti alberghieri;

• promozione e comunicazione condivisa e partecipata sia sui territori degli ecomusei che al di fuori dell’ambito locale, attraverso la presenza nelle manifestazioni dello stand “Ecomusei del gusto”, la commercializzazione di week-end esperienziali legati al tema del gusto e la realizzazione di materiale.

 

In estrema sintesi, il progetto “Ecomusei del gusto” si propone di creare una strategia di promozione e di valorizzazione delle produzioni tipiche delle valli Stura, Grana, Gesso e Maira, capace di consolidare il tessuto sociale e le microeconomie locali. Ma anche di sensibilizzare il pubblico verso un nuovo modello di turismo di “relazione” e “interazione” con il territorio e le sue popolazioni; di sperimentare una nuova forma di sinergia tra gli ecomusei della Pastorizia, Terra del Castelmagno, Segale e Alta Valle Maira.

 

6 maggio 2019
  


 

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scritto da Redazione Qualeformaggio, maggio 06, 2019
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