Coldiretti premia se stessa per i (de)meriti acquisiti in Sardegna

   Non è passato che poco più di un mese dall’accordo transitorio sul prezzo del latte ovino in Sardegna (0,74€/litro, nell’auspicio di sviluppi che dovrebbero condurre ad un euro) e le polemiche si sommano alle preoccupazioni, per quanto accade attorno alla critica situazione in cui i pastori dell’isola versano. Se da una parte crescono i timori per l’assenza di una prospettiva che permetta di capire da dove e quando i 26 centesimi mancanti arriveranno, dall’altra lascia eufemisticamente perplessi un premio che la Coldiretti regionale ha deciso di conferire (con il Codacons, con cui la collaborazione è strettissima) al proprio presidente Battista Cualbu. Ma andiamo con ordine.

 

Alla scarsa enfasi che aveva accompagnato prima di Pasqua la sacrosanta richiesta di chiarimenti indirizzata da Sergio Cardia di Agrinsieme al ministro Centinaio, per via dello stallo in cui la vertenza latte sembra essere scivolata («Il raggiungimento di un'intesa sul prezzo minimo non ha fatto venire meno i nodi strutturali e non scongiura il pericolo che la crisi si riproponga»), richiesta che - a quanto pare - non ha trovato una adeguata replica dal ministero, hanno fatto poi seguito una grande risonanza e non poche critiche per lo scivolone compiuto dalla principale confederazione agricola italiana, per l’inopportunità con cui la stessa ha palesato - con il premio a Cualbu - meriti oggettivamente non rivendicabili: né per un esito soddisfacente, che la vertenza stessa non ha ancora avuto, né tantomeno per qualche ruolo operato dall’associazione nella trattativa o nelle proteste, dal primo sversamento di latte ad oggi.

 

Le ‘‘motivazioni’’ del premio

Il premio, denominato “Cibo Amico”, è stato assegnato al presidente di Coldiretti Sardegna martedì scorso 23 aprile, ufficialmente a seguito di un’operazione - il sequestro di 10mila agnelli rumeni con falsa certificazione “Agnello di Sardegna Igp” - condotta però l’anno scorso, e non da Coldiretti (che non opera controlli né sequestri, ndr)  bensì dall’Ispettorato per la Repressione Frodi.

 

Per quanto la motivazione possa apparire a qualcuno suggestiva e plausibile, ci sarebbe da chiedersi se i meriti dell’operazione non siano più ascrivibili all’azione di un ente preposto ad assicurare il rispetto della legalità che non all’attività di un burocrate. Un burocrate che di per sé un lauto premio già lo riceve mensilmente come dirigente d’una associazione che - se i risultati son quelli di una crisi cronica - di certo non brilla nel rappresentare una categoria di lavoratori sempre peggio retribuiti e mai adeguatamente tutelati nei confronti delle lobby industriali.

 

Tra le motivazioni sottolineate dal sito web del Codacons, quella che ha scatenato le ire dei pastori sardi riferisce di “un premio che riconosce l’impegno di Cualbu sulla questione del prezzo del latte pagato dalle industrie ai pastori della Sardegna, attività che lo ha visto in prima linea e che ha portato all’accordo con il Governo”.

 

“Cualbu, infatti, ha partecipato alla vertenza in prima linea”, prosegue così la nota del Codacons, “come presidente regionale di Coldiretti Sardegna ma anche come allevatore. Durante i giorni caldi della protesta, poi, ha spesso fatto da mediatore tra le esigenze che rimbalzavano dalle campagne e l’impegno della politica, partecipando ai tavoli aperti a Roma dal ministro dell’agricoltura Gianmarco Centinaio e del ministro degli Interni, Matteo Salvini. La partecipazione di Coldiretti Sardegna alla vertenza del latte è continuata anche davanti al prefetto di Sassari, quando è stato raggiunto l’ accordo tra gli industriali e gli allevatori”.

 

Le moltissime proteste a quella che risulta essere l’ennesima speculazione della Coldiretti (sulla pelle di chi lavora, ndr) sono rimbalzate tanto sulla stampa regionale quanto sui social media e sono state ben riassunte dal sito web Agricolae.eu, che a suggello di un suo articolo (“Coldiretti premia se stessa? Ridicola. Si prende il merito quando ha cercato di fermarci. E i fiornali ci ignorano o dicono il falso”) e a riconferma di quanto sin qui esposto, sottolinea che “l'ultima (non la prima né la penultima, ndr) a firmare in Prefettura l'accordo è stata propio Coldiretti”.

 

29 aprile 2019
  


 

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scritto da Redazione Qualeformaggio, aprile 30, 2019
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