Vipiteno: se il latte è Heumilch il prodotto light non ha senso

foto Latteria Vipiteno©La Latteria di Vipiteno, storica cooperativa altoatesina forte di seicento soci conferitori, inaugura il suo 2019 con una novità che riguarda il segmento di punta della propria gamma: quello degli yogurt.

 

Ad entrare in produzione sono tre nuovi gusti della linea “bio”, caratterizzati dal contenitore in vetro e dall’uso di latte fieno, il latte - Heumilch il suo nome originario - riconosciuto dal marchio europeo Stg (Specialità tradizionale garantita), proveniente da bovine alimentate prevalentemente con fieno ed erba (in sintesi: almeno il 75% di erba o fieno, senza alimenti fermentati e senza Ogm: qui il disciplinare di produzione).

 

Togliere grassi da un prodotto che ha in prevalenza grassi ''buoni'' è una scelta non condivisibile. Si è persa l'occasione per informare i consumatori sulle differenze tra il latte fieno e il latte dei mangimiInteressante e condivisibile la scelta dei gusti: ciliegia, lampone e pera con zenzero. Molto meno la decisione di utilizzare latte magro, che se da una parte strizza l’occhio all’ossessione di una parte del grande pubblico per il peso-forma, dall’altra priva i consumatori di una componente essenziale di un alimento in cui - grazie proprio all'alimentazione delle bovine, basata su erba e fieno - i grassi insaturi e polinsaturi prevalgono sui saturi (Cosa fate mai in quel di Vipiteno, c’è un grasso buono e lo togliete, per poi rivendercelo sotto forma di burro?).

 

Peccato davvero: sarebbe stata l’occasione buona per spiegare ai consumatori che quel grasso ha elevati valori nutrizionali e salutistici (è coadiuvante del sistema cardiocircolatorio, antiossidante, anticancerogeno e molto altro ancora, ndr) perché le vacche che producono il latte sono alimentate in maniera corretta e vivono buona parte dell’anno all’aperto.

 

Ad ogni modo, chi voglia provare questi nuovi prodotti sappia che stiamo parlando della gamma “Yogurt Magro Bio su frutta”, con grasso pari allo 0,1% e formato da 150 grammi. Anche se l’impatto al palato (e quello con l’organismo ricevente) non sarà quello ideale, magari servirà a farci immaginare cosa sarebbe un giorno la sua versione “intera”, se tante volte la cooperativa altoatesina dovesse decidere, finalmente, di metterla in produzione.

 

14 gennaio 2019
 

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scritto da Redazione Qualeformaggio.it, gennaio 15, 2019
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