Con ‘‘sa paradura’’, i pastori di Cascia puntano al marchio

   «Vogliamo creare un marchio per certificare i prodotti caseari e non solo, di Cascia. È il nostro obiettivo». Parla così Antonio Palombi, pastore e fautore dell’associazione “Sa Paradura Cascia” che, a seguito dell’iniziativa di solidarietà (sa paradura) compiuta dai pastori sardi nel 2017, ha deciso di intraprendere un’iniziativa di valorizzazione territoriale in grado di sfruttare l’elevata visibilità ottenuta.

«La grande lezione che lo scorso anno ci hanno dato i colleghi sardi», ha aggiunto Palombi, «ha smosso le nostre coscienze. Adesso abbiamo capito che uniti possiamo portare i nostri prodotti di eccellenza sulle tavole di tutta Italia».

Intanto fervono i preparativi per la prossima edizione della fiera del Capo Lanuto, che si terrà nella cittadina umbra domenica 15 aprile prossimo. La manifestazione offrirà a pastori, allevatori, commercianti e consumatori l’occasione di rivitalizzare un mercato che si spera rimanga nel solco della tradizione e dell’autenticità, e che possa accogliere i produttori delle altre comunità colpite dal sisma.

Ad ogni modo, la fiera del “Capo Lanuto”, ha sottolineato il pastore casciano, «sarà anche un modo per incontrasi di nuovo con i pastori della Sardegna: quello che hanno fatto un anno fa, regalandoci mille pecore, in nome dell'antica tradizione sarda de “sa paradura”, qui ha lasciato il segno; non lo dimenticheremo mai».

I pastori di Cascia hanno già programmato di ricambiare il dono ricevuto un anno fa, andando stavolta loro in Sardegna, a giugno, per contraccambiare il gesto di vicinanza che ora unisce le due comunità. Due realtà, quelle dei pastori sardi e casciani che, sebbene separate dal mare, sono forti di una fratellanza speciale, che solo azioni come quelle de “sa paradura” possono innescare. «Porteremo in Sardegna gli agnelli nati da quelle pecore», aggiunge Palombi, «per donarli a quei pastori», anche se non tutti. Tra quelli che rimarranno in territorio umbro, principalmente femmine - è ovvio - una menzione speciale va a “Rita”, la prima agnella nata da quel sorprendente dono arrivato in un giorno del 2017 dall’isola dei pastori solidali. «Rita», conclude Palombi, «è il simbolo della nostra rinascita».

 

12 marzo 2018
 

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scritto da Redazione di Qualeformaggio.it, marzo 13, 2018
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