Economia

L'industria del latte perde terreno e punta al mercato halal

Una confezione di latte laban prodotta e commercializzata in ItaliaFa una certa impressione vedere l'enfasi con cui Assolatte dichiara in questi giorni di scoprire il proprio interesse per il mondo di fede musulmana. O meglio per quella fetta di mercato, ormai rilevante in Italia (1,2 milioni di persone), che consuma derivati del latte completamente diversi da quelli per noi abituali. Accade in questi giorni, in coincidenza con l'inizio del Ramadan (sabato scorso 28 giugno), che per la prima volta e in maniera così esplicita l'associazione italiana dei produttori di latte industriale dichiari il suo forte interesse per un mercato che sinora aveva visto concretamente attive poche realtà produttive del nostro Paese (prima tra tutte la piemontese Abit).

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Uht su, fresco giù. La crisi delle vendite è (anche) crisi di valori

Si fa presto a dire "latte". La riflessione, apparentemente banale, scaturisce dalle ultime rilevazioni sulle tendenze alimentari degli italiani, che portano con sé elementi di sconcerto non indifferenti. Certo che, a differenza della massa dei consumatori, che non oppongono resistenza al prodotto globalizzato, molti dei nostri lettori - e questo va precisato - sanno bene che le diversità tra un latte e l'altro sono strettamente connesse alla vita condotta dall'animale, e in particolar modo alla sua alimentazione.

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Formaggi ed Expo: i presupposti per la farsa si fanno concreti

Quale formaggio per quale Expo? La domanda s'impone, a poco più di un anno di distanza dalla manifestazione milanese (1º maggio - 31 ottobre 2015) , dopo che già diverse realtà produttive aggregate, consorzi, enti locali e faccendieri vari hanno dichiarato ognuno qualche primato o esclusiva che porterà (o che dovrebbe portare) i propri "pupilli" caseari all'interno dell'importante vetrina internazionale.

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E l'Europa va: alla guerra del cacio

altNel nostro Paese lo sanno anche i sassi, oramai: a causa della contraffazione agroalimentare, l'Italia perderebbe 60 miliardi di euro ogni anno. Questo perché nel mondo, dagli Stati Uniti all'Argentina, e - così pare - anche alla Cina, esistono centinaia o forse migliaia di aziende che quotidianamente immettono sul mercato tonnellate di Parmesan, Combozola e Reggianito. E che così facendo sfruttano, a detta di molti, quella dimensione truffaldina per cui è stato coniato il termine di "italian sounding". Il consumatore medio, quindi, in buona fede e in qualche parte del mondo, comprerebbe ogni giorno un'improbabile Monzarella (con la "n", ma quasi non si vede) pensando di acquistare Mozzarella, o Parmesao per Parmigiano.

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