Estero

Alla Francia del cacio la Russia piace. Nonostante l'embargo

La medaglia della Confrérie des Chevaliers du Taste-Fromage - foto Selvejp© - Creative commons LicenseL'84esimo raduno della Confrérie des Chevaliers du Taste-Fromage, storica associazione lattiero-casearia di Francia, è stato dedicato ad una sorta di gemellaggio tra operatori francesi del settore e loro colleghi russi. Curiosa iniziativa, che da una parte vede una nazione che la storia del buon formaggio l'ha scritta, dall'altra una che una storia in questo settore non ce l'ha ma che forse intenderebbe averla, a seguito dell'embargo ritorsivo che la Russia ha attuato dal 2014 nei confronti dei prodotti dell'Unione Europea. Il curioso accostamento tra le due realtà è stato sottolineato tanto dalla sede in cui l'incontro è avvenuto, mercoledì scorso 25 maggio (la residenza dell'ambasciatore russo in Francia) quanto per il motivo principale dell'iniziativa: quello di premiare due imprenditori russi che appena un anno fa decisero di tentare l'avventura in campo caseario nella loro terra.

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Incredibile ma vero: nascerà in Irlanda il norvegese Jarlsberg

   Il Jarlsberg, formaggio norvegese fortemente ispirato all'Emmental, verrà presto prodotto in IrlandaIl più grande produttore lattiero-caseario della Norvegia, la cooperativa Tine di Oslo (15mila conferitori e oltre 5mila dipendenti), ha annunciato, venerdì scorso 27 maggio, la messa a punto di un piano industriale che prevede il trasferimento della produzione dello Jarlsberg - la versione norvegese dell'Emmental - in uno dei tre siti produttivi della Dairygold (3mila conferitori, oltre mille addetti), anch'essa una cooperativa, con sede a Cork, in Irlanda.

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Latte: l'Ungheria sequestra autocisterne slovacche e ceche

Uno dei latti della Tatranska Mliekaren che invadono il mercato unghereseMentre in Italia vanno per la maggiore le repliche delle farse inscenate al Brennero dalla Coldiretti per "bloccare" i latti stranieri che invadono il Paese, con le tv che inquadrano sempre più in campo stretto per il sempre minor numero di allevatori coinvolti (a proposito: ma dove li trovano?), all'estero c'è chi fa sul serio. O almeno dice di farlo, e poi magari inscena ben altro tipo di teatrino per respingere l'onda lunga del latte estero. Stiamo parlando dell'Ungheria, che nei giorni scorsi ha bloccato, sequestrato e sospeso le importazioni di latte proveniente da Slovacchia e Cechia. Motivo del provvedimento: la quantità di grasso dichiarata non corrisponde a quella rilevata con le analisi.

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Europa: 30 milioni di euro per garantire il latte ai bambini siriani

    Un colpo al cerchio e uno alla botte. La Commissione Europea ha stanziato 30 milioni di Euro per finanziare la fornitura di latte europeo a 350mila bambini siriani, nel contesto del programma di aiuti destinati al Paese mediorientale colpito dalla più grave crisi umanitaria del secondo dopoguerra.

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