Guerra del Roquefort: Bové lancia a Lactalis il guanto della sfida

José Bové - foto Marie-Lan Nguyen© - Creative Commons License©Già leader no-global negli Anni Ottanta e fondatore della Confédération Paysanne, José Bové, che dal 2009 è europarlamentare tra le fila di Europe Ecologie, ha fatto la sua mossa sullo scenario della contesa (vedi la nostra cronaca dell’8 aprile scorso) tra i produttori di Roquefort Aoc e il gruppo Lactalis. A detta degli piccoli produttori del noto blu di pecora francese, una delle aziende controllate dal colosso del latte transalpino - la Societé des Caves et Producteurs réunis de Roquefort, più brevemente appellata “Societé” - ha iniziato a produrre dall’inizio di questo mese un altro blu di pecora, che entra in conflitto con il Roquefort stesso, creando danni commerciali, economici e d’immagine.

 

Alle poco convincenti repliche giunte a caldo da fonti ufficiali dell’azienda - che tenta di sminuire parlando del nuovo erborinato come di un prodotto differente dal Roquefort, destinato ad un target più giovane, con gusti più semplici e budget contenuto - giungono adesso le controrisposte degli avvocati della Cgr (Confédération Générale de Roquefort), che hanno studiato il caso in profondità e sono pronti per un agguerrito esposto da indirizzare alla Comunità Europea.

 

Il formaggio ‘’incriminato’’ contro  cui la Confédération Générale de Roquefort vuole presentare un esposto a BruxellesA parlarne ufficilamente alla stampa francese, dunque, è stato proprio Bové, in una conferenza stampa tenutasi mercoledì scorso, 24 aprile. 

 

Il politico ecologista ha presentato così alla stampa un documento che denuncia l’illegalità del nuovo blu da latte ovino, in un appuntamento con i giornalisti a cui Bové si è presentato con in mano una copia della relazione in cui gli avvocati riferiscono le criticità a cui Societé si è esposta producento, commercializzando e promuovendo il formaggio “incriminato”.

 

Il documento, di cui Bové ha presentato i passaggi salienti, parla di violazione della Aoc, di rischio di confusione per il consumatore, indotto anche e soprattutto dal fatto che l’immagine di Societé è da sempre accomunata a quella del Roquefort, essendo stato sinora quello l’unico formaggio prodotto dall’azienda.

 

Inoltre, “per come il nuovo prodotto viene presentato”, sottolinea la relazione dei legali, si configurerebbe "una diversione o un indebolimento del Roquefort Aop”. Un atto che, se confermato dalla Corte di Giustizia Europea, derogherebbe al contesto civile della protezione delle Aoc. "Questa presentazione”, prosegue il documento, “può portare a sanzioni penali rilevanti”, ha insistito Bové, che ha concluso in maniera perentoria: “il consumatore è fuorviato; sussiste l'inganno".

 

Interpellato dai giornalisti francesi, il direttore generale di Societé, Christian Gentil, ha respinto le accuse avanzate da Bové e confermato la linea di condotta dell’azienda, che - a suo dire - «non sarebbe contestabile né da un avvocato né da un politico».

 

«Il nostro approccio alla questione», ha precisato Gentil, «è chiaro sin dall'inizio: vogliamo sviluppare l'economia del sud Aveyron. Il nostro desiderio è quello di trovare una crescita per l’economia di Roquefort (il formaggio prende il nome dall’omonimo villaggio della Nuova Aquitania, ndr)». E così dicendo bolla l’iniziativa di Bové e della Cgr come scelte della politica, rifiutando l’idea di cimentarsi su quel piano. Una considerazione che l’eurodeputato non accetta neanche di prendere in considerazione, definendo le scelte fatte con la Cgr come inevitabili, per un comportamento della Societé ritenuto «insostenibile dal sistema dei marchi di protezione europei, che garantisce disposizioni di attuazione e di applicazione per proteggere i prodotti Aoc».

 

Il guanto della sfida appare oramai lanciato. In attesa di un primo pronunciamento di Inao (Institut National de l'Origine et de la qualité) sulla vicenda, sarà l’assemblea del consiglio di amministrazione della Cgr, fissata per il 7 di maggio, a pronunciarsi in maniera più ampia ed articolata sulla questione.

 

29 aprile 2019
  


 

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scritto da Redazione Qualeformaggio, aprile 30, 2019
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