Contrabbando: la Russia dice no e punta a produrre in proprio

Un'immagine della Duma. Molti parlamentari eluderebbero l'embargo, procurandosi formaggi europei di contrabbando - foto Eurobank.er - Creative Commons LicenseI formaggi europei e il mercato russo sono ancora una volta al centro dell’attenzione sulla scena internazionale, dopo le rivelazioni del quotidiano agricolo svizzero Schweizer Bauer (riprese dall’agenzia Sputnik News), che denuncia un importante fenomeno di contrabbando caseario. Fenomeno che, ad una settimana di distanza dallo scandalo che ha investito i parlamentari russi (leggi qui), accusati di procacciarsi impunemente una parte dei formaggi illegali, aggrava il quadro di una situazione grottesca, oltre ogni legittima previsione.

Il fenomeno vedrebbe l’aggiramento dell’embargo attraverso varie tattiche elusive, che alimentano il contrabbando: con spedizioni non sempre intercettate in cui l’indicazione della merce avverrebbe in forma mendace, con l’introduzione illegale diretta dalla Bielorussia e dal Kazakistan, ma soprattutto attraverso la spedizione di formaggi ufficialmente in transito verso altri Paesi, di cui sempre più spesso “si perde traccia” in territorio russo.

Secondo le ricostruzioni operate dalla redazione di Schweizer Bauer, l'utile netto dei contrabbandieri sfiora i 10 euro per ogni chilogrammo di formaggio commercializzato.

In questo poco confortante scenario, il Cremlino sta operando in favore di un potenziamento della produzione casearia interna, con l’obiettivo di soddisfare le richieste del mercato interno entro la fine del 2022.

Il piano di attuazione del programma governativo prevede il sostegno alla creazione di caseifici in grado di produrre formaggi fortemente ispirati al “made in Italy” e al “made in France” - dalla mozzarella al Parmigiano, passando per il Camembert e il Roquefort - ma al tempo stesso la spinta voluta dall’amministrazione Putin prevede un sensibile incremento della produzione di latte, per attuare il quale i russi prevedono di mirare anche a mercati esteri tra cui spicca la presenza di quello cinese.

 

27 novembre 2017
 

Commenti (2)Add Comment
Sono come siamo noi
scritto da Leo, novembre 27, 2017
I politici si fanno arrivare i formaggi illegali? E dov’è la notizia, visto che i politici son tutti corrotti? Ci indigniamo per i formaggi o vogliamo vedere quanti altri imbrogli fanno, in Russia come in Italia? Il peggio è che ce li mandiamo noi al potere, con le elezioni. I nostri dipendenti, come li chiamava Beppe Grillo, sono lo specchio della nostra società.
I russi, gli americani...
scritto da Toni Corrado, novembre 27, 2017
Che la corruzione sia nel tra i politici non ci deve meravigliare, che i formaggi vietati arrivano da altri paesi chissà in quale modo neanche, come mi pare quasi normale il trucchetto dei pacchi che si perdono in transito, perchè basta pagare qualcuno che lavora dal corriere per fermarlo in un magazzino e poi farlo sparire. Quello che ci deve fare indignare è che ci siano dei personaggi da noi, e magari in Francia e in altri paesi che insegnano a fare i nostri formaggi oggi ai russi, domani ai cinesi. Questi imparano e poi se li fanno a casa loro. Era il minimo che doveva accadere, e sta accadendo. Non ci si poteva pensare prima?

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