Cresce più l'import che l'export: la Svizzera correrà ai ripari
foto Pixabay©Prosegue il trend positivo dei formaggi svizzeri sui mercati internazionali, nonostante i contesti di mercato non siano sempre favorevoli. Nel 2016 l'export della Confederazione ha infatti superato le 70mila tonnellate (70.198 ton), e i 604,2 milioni di franchi di entrate, registrando l'incremento sia dei quantitativi (+2,5%) che del fatturato (+0,7%). Il fonte su cui lavorare nell'immediato futuro è quello del mercato interno, in cui i prodotti stranieri, nello stesso periodo, hanno conquistato terreno.
 
In un comunicato congiunto, Switzerland Cheese Marketing e TSM Fiduciaire, hanno sottolineato che "Questo aumento è frutto delle esportazioni in Europa, progredite del 2,7%". Analizzando in dettaglio, si registra che all'incirca l'80% dei formaggi svizzeri sono stati venduti nei Paesi limitrofi: dalla Francia (+14,9%) all'Italia (+5,0%) alla Germania (+1,9%), e che sono aumentate leggermente anche le esportazioni nel Regno Unito (+2,5%).
 
Per quanto concerne i singoli prodotti, è sempre l'Emmentaler a fare la parte del leone, con una quota di mercato del 17,5%, seguito a breve distanza dal Gruyère (17,2%).
 
foto Pixabay©Come accennato in apertura, il bilancio complessivo appare però meno positivo a causa del balzo in avanti delle importazioni, aumentate in misura maggiore rispetto alle esportazioni, sia nei quantitativi (58.200 tonnellate) che nel dato percentuale, attestato sul +4,9% rispetto al 2015. Su questo fronte si evidenzia il nuovo fenomeno dei formaggi di basso prezzo, che si attestano su un prezzo medio di 3,80 franchi svizzeri al chilo.
 
Nonostante questo, gli esperti del settore si dicono ottimisti, affermando che "l'alta qualità del formaggio elvetico continua a sedurre", nonostante l'abolizione del contingentamento lattiero nell'Unione Europa, l'embargo commerciale decretato dalla Russia sui prodotti provenienti dall'UE e il franco più forte. "Essa", si legge nel comunicato di Switzerland Cheese Marketing e TSM Fiduciaire, "compensa parzialmente lo scarto di prezzo rispetto ai prodotti concorrenti esteri".
 
La missione del marketing elvetico per il 2017 appare chiara: proseguire nel mantenimento del positivo trend registrato dall'export e cercare gli strumenti per riaffermare i propri prodotti sul mercato di casa propria.
 
6 febbraio 2017
 
Commenti (1)Add Comment
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scritto da Serena Fancello, febbraio 06, 2017
Tutti perfettini loro, qualcosa inizia a scricchiolare? Normale, è il mercato, ma vedrete che loro si riprenderanno. Noi? Noi siamo italiani...

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