Economia

Ismea: +4% per il lattiero-caseario biologico italiano

  A dispetto di una situazione di grave crisi per tutto il comparto lattiero-caseario mondiale, in Italia il segmento del biologico va in controtendenza, facendo registrare un incremento delle vendite e della produzione e una prospettiva di ulteriore crescita, deducibile sulla base dell'andamento del primo semestre dell'anno in corso.

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Usa: più attenzione alla sostenibilità e alla salubrità alimentari

Il nuovo studio sul mercato dei consumi alimentari è stato condotto dalla statunitense Hartman GroupUn numero sempre maggiore di consumatori, negli Usa e nei Paesi occidentali in genere, dedica una crescente attenzione alle tematiche legate al benessere reale degli animali da reddito, all'alimentazione umana e - soprattutto - all'incidenza che le condizioni di allevamento hanno sulla qualità del cibo che ogni giorno finisce nei nostri piatti.

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L'export salva l'Italia casearia. Che in Oriente non ingrana

Uno stand dell'Afidop (Associazione Formaggi Italiani Dop) all'Anuga di Colonia. È facile per le Dop riuscire ad esportare, sotto la spinta promozionale dei finanziamenti pubblici - foto Afidop®Mentre aumenta in Italia l'attenzione dei consumatori consapevoli per i prodotti più autenticamente rurali - legati alla buona alimentazione e al benessere reale degli animali - le produzioni più industrializzate perdono terreno sul mercato interno (-12% dal 2011 al 2014) e per mantenersi in qualche equilibrio cercano di sviluppare l'export, lasciando su quel fronte poco spazio a chi meriterebbe di più di rappresentare le vere eccellenze del cosiddetto "made in Italy".

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Gli Usa all'attacco di Dop e Igp. Iniziando dal Parmigiano

altDi italiano il professor Nicola Persico ha poco e nulla, se si escludono il cognome, il nome e le origini. Il professore fa parte dell'establishment economica statunitense, ricoprendo il ruolo di docente alla Northwestern University’s Kellogg School of Management, ed essendo eminente esperto di settore e opinionista. Per la precisione il professore insegna Economia Manageriale e Scienza delle Decisioni. Da uno dei suoi ultimi scritti(1), pubblicato giovedì scorso sul sito web del prestigioso bisettimanale statunitense Fortune, si possono desumere in modo chiaro alcuni dei punti di vista dell'industria agroalimentare di quel Paese sul tanto discusso Ttip, che ufficialmente sta per "Transatlantic Trade and Investment Partnership" (un accordo per il libero scambio tra Usa e Unione Europea, da più parti tacciato di essere portato avanti nella più assoluta segretezza) e dietro il quale si celano non poche insidie per l'Europa: per i propri consumatori, per l'industria, l'economia, il mercato e il bene collettivo (l'immagine di apertura riproduce uno dei tanti marchi che i vari movimenti spontanei nati su questa problematica si sono dati).

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