Il Burkina Faso scopre il formaggio
9 settembre 2008 - Sarà un caseificio a portare migliori condizioni di vita nel Sahel, grazie a un’operazione umanitaria presentata ieri nella sede della Provincia di Potenza e voluta da una cordata di enti e istituzioni tra cui figurano il Comune di Potenza, la Provincia e il Comune di Torino, la Regione Piemonte, la Provincia di Biella.

Il progetto, coordinato dall’associazione internazionale di volontariato laico “Lvia”, prevede la realizzazione di un caseificio in quella che è ritenuta la regione più povera del Burkina, in un’area in cui sono presenti però oltre centottanta allevatori.

Il latte prodotto era sinora utilizzato solo per lo svezzameto dei vitelli e per l’autoconsumo, tal quale, senza che si riuscissero a sfruttare le eccedenze nella trasformazione in formaggio.

«Quello del Burkina», ha sottolieato il coordinatore del progetto Adriano Andruetto, «è prevalentemente un popolo di allevatori nomadi che ha cominciato un processo di sedentarizzazione. Il latte prodotto era usato sinora per allevare i vitellini e per l'auto-consumo, ma non c'era né la tradizione né la possibilità di utilizzare le eccedenze nella produzione di formaggi».

I formaggi prodotti dal caseificio saranno venduti anche nella capitale, porteranno così un nuovo reddito alle popolazioni locali. Allo stesso tempo, sottolinea Andruetto, «offriranno agli allevatori gli stimoli giusti per migliorare le tecniche d’allevamento».

Per partire col piede giusto gli operatori del nascente caseificio si formeranno presso la Latteria dei Monaci di Koubry e il Caseificio di Ouagadou, gestito da un veterinario laureatosi presso la Facoltà di Veterinaria di Torino.
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