La Cina è vicina: Alibaba in Emilia per le ''eccellenze'' della Food Valley

   Forse non accadrà a breve, ma l’arrivo in Italia di una delegazione facente capo all’impero del commercio elettronico Alibaba - la settimana scorsa in Emilia Romagna - potrebbe segnare l’inizio dell’interesse del maggior operatore economico del food dell’Estremo Oriente per il nostro mercato, nel contesto del piano espansionistico mondiale nel segmento al dettaglio, attraverso la consociata Hema.

Se e quando questo accadrà sarà un terremoto per il commercio retail di casa nostra e per le compagini straniere già presenti nel nostro Paese. Per capire di cosa stiamo parlando, basterà osservare con maggiore attenzione i cambiamenti che il primo operatore dell’e-commerce mondiale sta imprimendo al mercato cinese.

L'inaugurazione di uno dei retail Hema, in Cina, alla presenza dell'amministratore delegato di Alibaba Daniel ZhangA chi si chieda oggi chi sia Hema, la risposta è presto data: Hema è il “braccio armato” che Alibaba sta costruendo nel mondo reale (22 le aperture previste in Cina entro la fine dell’anno; 2mila quelle in programma nei prossimi cinque anni, ndr) per offrire ai consumatori la possibilità di fare la spesa con una semplice App (Hema mobile, collegata ad AliPay) per poi passare a ritirarla di persona, o per vedersela consegnare al proprio domicilio, in trenta minuti nel raggio (per ora) di 3 chilometri dal punto vendita.

Ma non solo, visto che tra le altre opzioni di shopping proposte da Hema già figurano tanto il semplice acquisto di cibo da portare a casa quanto il servizio esclusivo di personale dedicato a cucinare il pasto per la clientela nelle apposite aree di ristorazione dei punti vendita. Ma anche la disponibilità di cibo esclusivo, come ad esempio quei crostacei vivi che tanto hanno colpito pubblico e stampa durante le inaugurazioni dei primi store cinesi, avvenute nelle scorse settimane.

E poi, a dir poco euforiche sono suonate le dichiarazioni alla stampa dell’amministratore delegato di Alibaba Daniel Zhanvg, che riferendosi ad Hema ha parlato di un «nuovo animale» in grado di conformarsi con lo «stile di vita dei nostri clienti».

In sostanza, con la catena di supermercati Hema, il gruppo Alibaba punta a coniugare l’acquisto tradizionale con l’alta qualità e con l’esclusività dell’offerta (leggi qui, in inglese), ma anche l’innovazione tecnologica con i servizi offerti al cliente, muovendo dalla potenza di fuoco del più avanzato commercio online esistente. La rivoluzione dei consumi è in corso d’opera, e si adatterà ai desideri dei consumatori, verosimilmente conformandosi alle sfumature dei vari mercati locali.

Hema e Alibaba: pronti per sbarcare in Italia?
Nei giorni scorsi quindi una delegazione di emissari di Alibaba è sbarcata in Emilia-Romagna, non con le velleità dichiarate di conquistatori, bensì con l’obiettivo ufficiale di scoprire le eccellenze agroalimentari della cosiddetta Food Valley. A supportare la delegazione cinese nel tour sono stati i funzionari dell’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in collaborazione con l’amministrazione regionale dell’Emilia-Romagna. Di fatto si è trattato della seconda tappa di un programma condiviso dopo che il primo aveva visto una delegazione emiliana in Cina, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dal 21 al 27 novembre scorsi.

“L’iniziativa”, spiegano i responsabili dell’amministrazione regionale che ha sede a Bologna, “prevede una serie di appuntamenti che coinvolgono le aziende agroalimentari emiliano-romagnole, con l’obiettivo di promuovere opportunità commerciali nel Paese asiatico, il secondo mercato alimentare del mondo dopo quello degli Usa”. Ma non esclude l’intenzione di operare un primo sondaggio del colosso del commercio online per valutare un mercato largamente appetito ai cinesi.

Una missione, quella compiuta ufficialmente dalla Regione Emilia-Romagna in Cina, durante la quale sono state compiute una serie di attività strategiche: dal rafforzamento della partnership con la regione del Guandong su temi strategici come la sicurezza alimentare, alla promozione del sistema fieristico regionale (le grandi fiere dell’agroalimentare “Cibus Parma”, “Macfrut Rimini-Cesena” e “Sana Bologna”, che potrebbero in futuro avere le loro edizioni cinesi) all’avviamento di un tavolo comune di lavoro sui temi della tutela delle Dop e delle Igp emiliano-romagnole, e del superamento delle barriere non tariffarie.

Il fattore cinese come calmiere all’abuso di fitofarmaci
Intervenendo sulle prospettive più palesi che la collaborazione lascia intravedere, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha sottolineato che «l’Emilia-Romagna è ai vertici nazionali ed europei per ritmo di crescita ed export e l’agroalimentare rappresenta una voce fondamentale della nostra economia. I suoi punti di forza sono qualità, sicurezza alimentare, tracciabilità lungo tutta la filiera: requisiti sempre più richiesti dai consumatori cinesi».

«Il nostro impegno per favorire le opportunità di export certo non si ferma, ed è un impegno», ha aggiunto Bonaccini, «che ancora una volta vede l’Emilia-Romagna fare squadra, insieme con il sistema fieristico, il mondo produttivo, la rete di centri di ricerca, delle università, oltre al supporto del Consolato generale d’Italia a Shanghai».

Con una popolazione di 1,4 miliardi, la Cina è oggi il secondo mercato al mondo per i consumi agroalimentari. Dei circa 391 milioni di euro di prodotti agroalimentari italiani esportati nel 2016 in Cina, il 16% nasce in Emilia-Romagna, con una crescita del 64% in cinque anni, crescita che alla fine del 2017 ha superato il +15% (elaborazione dati Unioncamere su base Istat).

In cima alle preferenze dei cinesi ci sono i formaggi (+30%), con il Parmigiano Reggiano in testa, e poi i vini (+26%). Ma tra i prodotti che presto potrebbero varcare le frontiere anche le pere (che le attente barriere fitosanitarie cinesi non hanno ancora approvato per l’esportazione) e la carne fresca.

Nel complesso piano di attuazione dell’importante programma, si sono svolti anche una serie di sopralluoghi da parte dei tecnici della Cnca (l’ente cinese competente in materia di certificazioni) che in gennaio hanno toccato sette aziende emiliano-romagnole del settore suinicolo (per la produzione di prosciutti, insaccati e per macelleria) sulle dodici selezionate per ora nel nostro Paese e oggetto di controlli che appaiono più severi di quelli che il nostro sistema sanitario opera per la produzione, la lavorazione e la circolazione interna delle merci.

Al centro dell’interesse delle parti, oltre alla promozione e la commercializzazione delle Dop e Igp si profila la possibilità che operatori italiani sinora operanti in un ambiente non proprio salubre né troppo attenti alla salubrità delle produzioni (si ricordano qui e qui i vari casi che hanno investito la Food Valley nel tempo) si allineino su parametri finalmente più restrittivi e severi come quelli pretesi giustamente dagli organi governativi cinesi.

Al centro dei temi in essere tra le parti ricadono anche le decisioni del tavolo di negoziato Ue-Cina sul reciproco riconoscimento e protezione contro le falsificazioni di cento marchi di tutela tra cui figurano alcune Dop e Igp dell’Emilia-Romagna quali il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Prosciutto di Parma e l’Aceto Balsamico di Modena.

I prossimi appuntamenti in agenda per l’ampliamento della strategia italo-cinese sono fissati al Vinitaly (15-18 aprile a Verona) e al Cibus (7-10 maggio a Parma) e “coinvolgeranno”, assicura la Regione Emilia-Romagna, “i buyers di Hema, i grandi gruppi dell’agroalimentare, ma anche piccole e medie aziende, individuate attraverso una manifestazione di interesse promossa dalla Regione”.

Appena trenta per ora i produttori che hanno manifestato interesse ad approfondire i termini dell’iniziativa (le piccole e medie aziende sembrano poco propense ai grandi numeri che il colosso cinese un giorno prospetterà, ndr), tra di essi soprattutto prosciuttifici e cantine, che avranno l’occasione di partecipare agli appuntamenti promossi da Ice e da Regione Emilia-Romagna con i rappresentanti di Hema. In seguito è prevista la presenza dell’amministrazione regionale, con un proprio stand e una rappresentanza dei produttori, alla fiera Expo China in programma nel mese di novembre a Shanghai.

 

19 marzo 2018
 

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scritto da Redazione di Qualeformaggio.it, marzo 24, 2018
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