Parmigiano Reggiano alla conquista dell'America grazie al mercato ''kosher''

Per il mondo degli ebrei osservanti, che si ispirano rigorosamente ai dettami della Torah, quello di mercoledì 27 ottobre non è stato un giorno come gli altri: a Milano, nel corso dell'Expo 2015 e più precisamente nel Padiglione dello Stato di Israele, i responsabili del Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano e dell'azienda che produce le forme - l'azienda agricola Bertinelli di Parma - hanno raccontato la novità pronta a sbarcare sul mercato internazionale: il Parmigiano Reggiano "kosher" viene prodotto in stretta osservanza delle regole religiose denominate "kasherut", che da tremila anni governano l'alimentazione degli ebrei osservanti in tutto il mondo. 

Il progetto di una produzione di Parmigiano Reggiano "kosher" è stato avviato poco più di un anno fa dalla Bertinelli, e la forma aperta all'Expo è tra le prime ad essere pronte per la commercializzazione, in base ai requisiti minimi di stagionatura. La certificazione "kosher" è stata rilasciata da uno dei più autorevoli enti del mondo, la "Ok Kosher Certification", con sede in New York, città i cui è presente una delle più importanti comunità ebraiche del mondo.

Il produttore metterà in commercio all'incirca 5mila forme all'anno, una produzione ragguardevole se si considera che la produzione media dei caseifici aderenti a questa Dop si attesta attorno alle 9mila forme. «Siamo di fronte», ha esordito il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai «ad una realtà nuova e importante per il Parmigiano Reggiano: si aprono nuovi spazi di vendita e di consumo tra gli ebrei osservanti ma anche tra quei milioni di persone che, soprattutto negli Stati Uniti, hanno già scelto cibi kosher in quanto riconosciuti ad alto valore sul piano della salubrità o in funzione di scelte alimentari e di salute del tutto specifiche».

«Questo evento», ha commentato il commissario generale del Padiglione di Israele ad Expo, Elazar Cohen «segna un ulteriore punto di contatto tra il saper fare italiano e la cultura ebraica e israeliana».

L'azienda produttrice del Parmigiano Reggiano "kosher" ha dovuto adattare il ciclo produttivo ad una serie di esigenze. Come ha sottolineato il suo titolare, Nicola Bertinelli, «le norme previste in tema di allevamento e mungitura, così come quelle inerenti impianti e strutture hanno comportato per noi degli importanti adeguamenti che sono costantemente sottoposti alle verifiche di un rabbino».

Infine un dato, che aiuta ad inquadrare la dimensione dell'evento: ai 13,5 milioni di persone di fede ebraica che vivono nel mondo (40.000 in Italia) si aggiungono già, in tal senso, i 12,5 milioni di consumatori di prodotti kosher presenti negli Stati Uniti, dove questi alimenti rappresentano quasi il 30% di quelli venduti nei supermercati.

2 novembre 2015

 

Commenti (1)Add Comment
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scritto da Vannozzi Leo, novembre 02, 2015
Bisness is bisness: oggi agli ebrei, domani agli ortodossi copti, dopodomani ai mussulmani, perché no? Se non lavessero fatto loro, ci sarebbe arrivato prima il Parmesan. Ammesso e non concesso che non ci arrivino, prima o poi... Quindi bravi e auguri a quelli del Parmigiano Reggiano!

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