Economia

Gli sporchi affari delle big del latte sulla pelle degli africani

La delegazione di allevatori africani che collabora con l’European Milk Board alla denuncia della truffa del latte taroccato - foto EMB©Come se non bastasse loro il danno all’ambiente, agli animali e ai consumatori europei dovuto alla produzione e la commercializzazione di un latte sempre più impattante e insalubre, i produttori intensivi del Vecchio Continente hanno trovato il modo di esportare i loro problemi anche in Africa, per di più aggiungendo una componente truffaldina, tanto per lucrare nell’illecito.

 

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Lactalis sul futuro di Parmalat: dirigenti in esubero da maggio

Il futuro di Parmalat galleggia su un mare di incognite - immagine tratta dal sito web Parmalat.itDopo il delisting avviato all’inizio dello scorso dicembre (96% delle azioni nelle mani dell’azienda) per preparare la propria uscita dalla Borsa di Milano, Lactalis si è messa al lavoro con il fine di attuare quello che appare a tutti gli effetti lo smembramento del gruppo Parmalat. Se così fosse, sarebbe il penultimo atto di quello che fu l'“impero dei Tanzi”, di cui in un prossimo futuro (a maggio, con la possibile acquisizione del restante 4% delle azioni) potrebbe rimanere poco più che il brand, irrinunciabile per mantenere le posizioni acquisite nei mercati del Sud e del Nord America.

 

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Latte vaccino in ulteriore calo nell’Ue. Crescono le pseudo-alternative vegetali

Bevanda alla soia - foto Pixabay©Notizie tutt’altro che buone giungono da Bruxelles a proposito del consumo di latte vaccino fresco nei Paesi dell’Unione Europea. Nel pubblicare i dati relativi al 2018, gli analisti della Comunità Europea hanno indicato il consumo pro-capite previsti per il 2030, che si attesterà sui 49 litri annui, tre in meno rispetto al 2018 (52) e undici in meno in confronto al 2008. Una tendenza influenzata dalla forte contrazione delle vendite del prodotto nei 15 Paesi che hanno aderito all'Ue sino al 1º gennaio del 1995, controbilanciata dal crescente consumo registrato negli altri 13 Paesi (aderenti dal 2 gennaio del ‘95 a oggi).

 

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Assolatte guarda Starbucks e sogna una ripresa che non ci sarà

foto Pixabay©Il caffè come non lo avremmo mai voluto vedere, ancora una volta è presentato al mercato mondiale da Starbucks, dopo che una larga parte delle proposte offerte a partire dalla sua fondazione (1971) ad oggi ha trovato spazio e si è radicata nei menù degli oltre 28mila  punti vendita presenti in 78 Paesi, nei sei Continenti. Dicevamo, l’ultima creazione del colosso statunitense - il Juniper Latte - sfrutta ancora una volta il termine italiano al posto del più internazionale ma meno “esotico” “Milk”, altro non è che un latte (latte dei mangimi, ovviamente) riscaldato con il vapore, a cui viene aggiunto l’espresso della casa e lo sciroppo di ginepro.

 

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