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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

Sere in cucina
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Quinoa real con fragole e Agrì di Valtorta

Piatto unico

Tempo di preparazione: 20'
Tempo di cottura: 24'

Ingredienti ricetta

per due persone:
100 gr di quinoa real
180 gr di acqua pura
80 gr di Agrì di Valtorta
olio extravergine d'oliva
miele di castagno
mezzo limone
50 gr di mandorle
qualche rametto di timo serpillo fresco
sale marino di Maldon
pepe nero in grani

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

Migliori al palato - Immaginate di essere in un bel prato spontaneo fiorito, nel pieno della primavera, e di strappare un ciuffo d'erba, di strofinarla con le mani, e di portarla al naso e respirare.

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Pensate poi, allo stesso modo, di avvicinare le vostre narici ad un sacchetto di mangime e di sentire l'odore che ha il suo contenuto.
Ecco, una delle differenze tra un prodotto derivato da un allevamento estensivo - o brado - ed uno intensivo - o industriale - è facile coglierla. La ricchezza aromatica propria dell'alimentazione animale (o la sua povertà) sarà rintracciabile nel prodotto finale, carne o latte che sia, e nei relativi derivati, insaccati e formaggi. Ed è per questo che i formaggi originati da allevamenti intensivi (stalla > insilati, unifeed*, mangimi) hanno una ricchezza gustativa assai meno interessante di quelli che nascono da una conduzione zootecnica estensiva (pascolo nella buona stagione, stalla in quella avversa > fieno, erba medica, qualche integrazione naturale), sempre che il latte venga poi valorizzato da una adeguata buona lavorazione.
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* La tecnica "unifeed" o del "piatto unico" (dall'inglese "unique feed" > alimento unico) è utilizzata esclusivamente all’interno degli allevamenti intensivi ad alta produzione e consiste nel miscelare le diverse materie prime della dieta mediante l’uso del carro miscelatore e nel somministrarle una volta giorno in un unico impasto, senza alcuna possibilità da parte degli animali di selezionare gli alimenti

Copyright Comunica di Stefano Mariotti® http://www.qualeformaggio.it/
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Il formaggio di questa ricetta

Formaggio utilizzato:
Agrì di Valtorta

Peso: 30 gr
Diametro: 3,2 cm
Scalzo: 4 cm
Selezionatore e rivenditore:
Latteria Sociale di Branzi - Branzi (BG)

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 una ricetta di www.ilpastonudo.it

Un piatto ottimo, sia dal punto di vista del gusto che da quello della salute; la coppia formaggio-fragole potrebbe sembrare insolita, ma se pensate al classico cacio con le pere vi renderete conto di quanto questo binomio sia utilizzato anche nelle più radicate tradizioni alimentari.

Preparazione

Per prima cosa sciacquate la quinoa e mettetela in un pentolino con l’acqua. Aggiungete all’acqua una presa di sale, qualche grano di pepe e un rametto di timo, mescolate e portate a ebollizione. Appena l’acqua bolle abbassate immediatamente la fiamma al minimo, coprite e lasciate cuocere per 12 minuti (o fino a quando l’acqua non sarà completamente assorbita); a questo punto lasciate riposare la quinoa, sempre coperta, per altri 12 minuti. Dopo potete sgranarla come si fa con il couscous e metterla da parte (dovrà essere appena tiepida quando impiatterete).
 

Intanto che la quinoa cuoce tagliate le fragole a metà e poi a fettine, riducete il formaggio in tocchetti e tritate grossolanamente le mandorle con un coltello. Mettete tutto in ciotoline separate, perché se mescolate semplicemente tutto insieme l’effetto estetico lascerà molto a desiderare: vi ritroverete con un pappone rosa tutto disordinato.
 

Quando ogni cosa sarà pronta prendete un piatto grande, adagiateci qualche cucchiaiata di quinoa sgranata, cospargetela di fragole, mandorle e formaggio e completate con un giro d’olio, una spruzzata abbondante di limone, un filo di miele di castagno, foglioline di timo e il sale di Maldon; completate con una macinata di pepe nero e servite con un sorriso quasi estivo :-)

 

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11 giugno 2014

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