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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

Sere in cucina
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Fagottino al Nostrano Valtrompia su crema di cavoli

Secondi piatti

Tempo di preparazione: 25'
Tempo di cottura: 20'

Ingredienti ricetta

per quattro persone:
quattro fogli di pasta phillo
100 gr di cavolfiore
100 gr di broccolo fiolaro di Creazzo o di cime di rapa
100 gr di Nostrano Valtrompia invernale
un gambo di sedano
una carota piccola
uno scalogno
olio extravergine d'oliva fruttato leggero
sale

 

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

Migliori al palato - Immaginate di essere in un bel prato spontaneo fiorito, nel pieno della primavera, e di strappare un ciuffo d'erba, di strofinarla con le mani, e di portarla al naso e respirare.

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Pensate poi, allo stesso modo, di avvicinare le vostre narici ad un sacchetto di mangime e di sentire l'odore che ha il suo contenuto.
Ecco, una delle differenze tra un prodotto derivato da un allevamento estensivo - o brado - ed uno intensivo - o industriale - è facile coglierla. La ricchezza aromatica propria dell'alimentazione animale (o la sua povertà) sarà rintracciabile nel prodotto finale, carne o latte che sia, e nei relativi derivati, insaccati e formaggi. Ed è per questo che i formaggi originati da allevamenti intensivi (stalla > insilati, unifeed*, mangimi) hanno una ricchezza gustativa assai meno interessante di quelli che nascono da una conduzione zootecnica estensiva (pascolo nella buona stagione, stalla in quella avversa > fieno, erba medica, qualche integrazione naturale), sempre che il latte venga poi valorizzato da una adeguata buona lavorazione.
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* La tecnica "unifeed" o del "piatto unico" (dall'inglese "unique feed" > alimento unico) è utilizzata esclusivamente all’interno degli allevamenti intensivi ad alta produzione e consiste nel miscelare le diverse materie prime della dieta mediante l’uso del carro miscelatore e nel somministrarle una volta giorno in un unico impasto, senza alcuna possibilità da parte degli animali di selezionare gli alimenti

Copyright Comunica di Stefano Mariotti® http://www.qualeformaggio.it/
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Il formaggio di questa ricetta

 

Formaggio utilizzato:
Nostrano Valtrompia di fondovalle (invernale)

Stagionatura: un mese
Diametro: 30-45 cm
Scalzo: 8-12 cm
Peso: 8-18 kg


Selezionatore: Formaggi TreValli
San Colombano - Collio Valtrompia (BS)
www.formaggitrevalli.it
telefono: 030.927292

 

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 una ricetta di www.kittyskitchen.it

La stagione dei cavoli è ormai iniziata, un ortaggio che fa così bene alla nostra salute che dovremo consumarlo moltissimo e nelle sue mille varianti. La ricetta di oggi prevede un particolare broccolo tipico del vicentino - il fiolaro di Creazzo, ma se avete difficoltà a trovarlo, potrete sostituirlo con delle cime di rapa.

In questo piatto vegetariano però, il vero protagonista che dona una sferzata di sapore a tutto è il Valtrompia, un formaggio unico nella sua produzione e nel gusto. Di una persistenza tale che anche in piccole quantità fa sempre sentire il suo carattere - e il suo sapore - con tutte le verdure.

Preparazione

Tagliare il sedano, la carota e la cipolla a cubetti non troppo piccoli e scottarli in acqua bollente per non più di cinque minuti, facendo attenzione a scolarli al dente.

 

Mescolare le verdure, condirle con olio e sale e aggiungere il Nostrano Valtrompia grattugiato, mescolando ancora bene.  Avvolgere un cucchiaio di questo composto in un foglio di pasta phillo. Chiudere i fogli di pasta a fagottino e passarli in forno a 170° per 10 minuti.

 

Lessare il cavolfiore e il broccolo fiolaro (o le cime di rapa), aggiungere il sale e l’olio e con un frullatore ad immersione ridurre il tutto a crema.

 

Disporre la crema sul fondo del piatto, adagiarvi il fagottino al centro e… buon appetito!

 

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27 novembre 2013

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