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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

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Terrina di carciofi e Conciato Romano

Secondo piatto

Tempo di preparazione:
15' più il riposo

Tempo di cottura: 30' +7' ca. di riscaldamento

Ingredienti ricetta

per due persone:
2 carciofi
70 gr di Conciato Romano
100 gr di prosciutto cotto

 

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

Migliori per l'organismo - La differenza che meno salta all'occhio, comparando i prodotti caseari derivanti dalle due zootecnie - estensiva o al pascolo ed intensiva o industriale - è quella maggiormente importante,

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se si pensa che al di là del piacere della buona tavola, mangiamo anche o soprattutto per nutrirci. Dal punto di vista dei macrocomponenti - proteine e grassi - i formaggi delle due "famiglie" sono assai simili tra di loro, e le differenze salienti vanno ricercate nelle componenti cosiddette "secondarie", in quanto a "peso", ma decisive per l'apporto nutrizionale offerto: vitamina A ed E, antiossidanti naturali, acido linoleico coniugato (Cla), acido butirrico e Omega3, a cui si affiancano i terpeni, responsabili degli aromi.

Anni e anni di ricerca hanno dimostrato senza ombra di dubbio che dette componenti sono presenti in misura straordinariamente maggiore nei formaggi prodotti dal latte di animali allevati al pascolo.

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Il formaggio di questa ricetta

Formaggio utilizzato:

Conciato Romano
Stagionatura: 8 mesi
Diametro: 6-8 cm
Scalzo: 5-6 cm
Peso: 100-180 gr

Produttore: Azienda Agrituristica Le Campestre - Castel di Sasso (CE)

Archivio ricette


 

 una ricetta di www.sereincucina.blogspot.it

 Eccomi qui, all’esordio con questa nuova avventura divulgativa, che investe la mia passione per la cucina in un àmbito che oserei definire mooolto stimolante. Ed è con grande piacere che entro anch'io a far parte di questo progetto, nato nel settembre del 2011 (beh - come dire? - meglio tardi che mai!). Per presentarmi a voi lettori appassionati di buon formaggio, ho scelto una ricetta semplice semplice ma gustosa gustosa :) che ha come protagonista nientepopodimeno che un Presidio SlowFood tra i più interessanti e stimabili: quello del Conciato Romano.

Ho cercato di abbinare qualcosa che andasse in netto contrasto con un formaggio dal carattere così importante: il carciofo. Questo ortaggio è un nostro alleato per le elevate proprietà digestive e diuretiche, oltre al fatto che io lo adoro, sia cotto che crudo con un filo di olio e un pizzico di sale! Ma con il Conciato Romano, e una nota anch'essa dolce di prosciutto cotto, questo piatto prende decisamente il giusto sprint. Insomma, come si dice, quando si punta sulla semplicità e sulla qualità degli ingredienti, il rischio di errore è assai basso. 

Prima di definire con esattezza il mio piatto, ho assaggiato e riassaggiato questo formaggio, così, come "mamma (il produttore “Le Campestre”) l'ha fatto, e l’ho trovato una vera bomba, ma di quelle rare, che uniscono potenza a eleganza ed eleganza a complessità: la luuunga persistenza e la sua nota piccante, infine, me ne hanno fatto proprio innamorare. Provato poi con delle semplici patate bollite e un filo d'olio extra vergine (sulle patate!), conferma le sue straordinarie doti.

Preparazione

 Prendete due carciofi, puliteli eliminando le foglie esterne più dure e il gambo (ma non buttatelo, potrebbe tornarvi utile per una bella minestra primaverile!), tagliateli a metà e togliete la barbetta presente nel cuore. A questo punto, affettateli il più sottilmente possibile (per intenderci ho usato un cutter, non un coltello) e metteteli in acqua con due cucchiai di farina: non si anneriranno e il loro gusto non cambierà come accade usando il limone.

Alternate ora nelle terrine monodose (o in teglia, come preferite) i carciofi, il Conciato Romano sbriciolato e il prosciutto cotto, facendo più strati (non meno di tre) e ponetele nel forno statico, preriscaldato a 180°. Lasciate cuocere per circa 30 minuti, tirate fuori e lasciate riposare per 2-3 ore. Mi raccomando, la fase del riposo è importantissima: non avendo aggiunto né olio né sale (pensavate me ne fossi dimenticata?!), questo periodo serve a far sì che i grassi (polinsaturi, come per tutti i prodotti da animali al pascolo!) del formaggio fuso insaporiscano la pietanza. 

Riscaldate prima di servire, sempre in forno, per 7 minuti circa.

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17 aprile 2013

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