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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

Sere in cucina
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Frittelle di carote e rape con cuore di Conciato Romano

Secondo piatto

Tempo di preparazione:
10' più il riposo

Tempo di cottura: 10'

Ingredienti ricetta

per due-tre persone:
250 gr di carote e rape mondate
100 gr di fiocchi d'avena 
100 gr di Conciato Romano
2 spicchi d'aglio
3 uova di galline felici
70 gr di latte (o meno)

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50 gr di farina di riso
sale marino integrale
pepe in grani
olio extra vergine d'oliva
un limone

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

Migliori al palato - Immaginate di essere in un bel prato spontaneo fiorito, nel pieno della primavera, e di strappare un ciuffo d'erba, di strofinarla con le mani, e di portarla al naso e respirare.

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Pensate poi, allo stesso modo, di avvicinare le vostre narici ad un sacchetto di mangime e di sentire l'odore che ha il suo contenuto.
Ecco, una delle differenze tra un prodotto derivato da un allevamento estensivo - o brado - ed uno intensivo - o industriale - è facile coglierla. La ricchezza aromatica propria dell'alimentazione animale (o la sua povertà) sarà rintracciabile nel prodotto finale, carne o latte che sia, e nei relativi derivati, insaccati e formaggi. Ed è per questo che i formaggi originati da allevamenti intensivi (stalla > insilati, unifeed*, mangimi) hanno una ricchezza gustativa assai meno interessante di quelli che nascono da una conduzione zootecnica estensiva (pascolo nella buona stagione, stalla in quella avversa > fieno, erba medica, qualche integrazione naturale), sempre che il latte venga poi valorizzato da una adeguata buona lavorazione.
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* La tecnica "unifeed" o del "piatto unico" (dall'inglese "unique feed" > alimento unico) è utilizzata esclusivamente all’interno degli allevamenti intensivi ad alta produzione e consiste nel miscelare le diverse materie prime della dieta mediante l’uso del carro miscelatore e nel somministrarle una volta giorno in un unico impasto, senza alcuna possibilità da parte degli animali di selezionare gli alimenti

Copyright Comunica di Stefano Mariotti® http://www.qualeformaggio.it/
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Il formaggio di questa ricetta

Formaggio utilizzato:

Conciato Romano
Stagionatura: 8 mesi
Diametro: 6-8 cm
Scalzo: 5-6 cm
Peso: 100-180 gr

Produttore: Azienda Agrituristica Le Campestre - Castel di Sasso (CE)

Archivio ricette


 

 una ricetta di www.ilpastonudo.it

 Sono sempre alla ricerca di modi appetitosi di cucinare le carote, visto che non le amo molto da crude e le odio bollite e condite all'insalata. Questa ricetta è fantastica perché vi permette di impiegare due radici che normalmente sono poco significative, rendendole appetitose (addirittura anche per i bimbi!) e divertenti. È anche vero che un tocco di formaggio vero fa diventare buono quasi tutto! Non parliamo poi di quando fila :-)

Preparazione

Per prima cosa grattugiate le carote (usate i buchi più piccoli della grattugia, non quelli grossi e soprattutto *non* quelli per il parmigiano!) e le rape. Salate leggermente, mettete tutto in uno scolapasta e lasciate scolare una decina di minuti. Passate poi il tutto in una ciotola di vetro, aggiungete l'aglio grattugiato (io ho usato la microplane), i fiocchi d'avena, poi le uova, la farina di riso e il latte, tenendo conto che l'impasto dev'essere morbido ma non liquido.

Mescolate bene e lasciate riposare il tutto per un'oretta; intanto tagliate a fettine di due o tre millimetri di spessore il Conciato Romano.

 

Trascorso il tempo di riposo fate scaldare molto bene una padella antiaderente (senza teflon) a fuoco medio.

 

 Assaggiate l'impasto per controllare se è abbastanza salato, tenendo conto che il formaggio lo insaporirà molto; se avete problemi ad assaggiare le uova crude provate a friggere un cucchiaino di impasto e assaggiatelo, aggiustando la quantità di sale come più vi piace. Se volete saltare questo passaggio potete salare le frittelle alla fine, ma in quel caso usate se possibile sale in fiocchi, tipo il meraviglioso (lo so, è costoso!) sale di Maldon.

 

Quando la padella sarà molto calda, versateci un cucchiaio d'olio (uno per ogni frittella) e immediatamente, in modo che l'olio non fumi, adagiateci sopra una cucchiaiata di impasto, lasciate cuocere pochi secondi, poi metteteci sopra una fettina di conciato e ricoprite con un'altra cucchiaiata di impasto.

 

Lasciate friggere un po' fino a quando la frittella non sarà leggermente dorata sotto, poi giratela e lasciatela cuocere ancora un paio di minuti o comunque fino a quando non avrà un aspetto (e un profumo) delizioso.

 

Servite immediatamente, con qualche foglia di insalata fresca e una spruzzata di succo di limone sulla frittella (senza non è la stessa cosa!).

 

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20 marzo 2013

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