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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

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Risotto alla Mantèca con fichi e pesto di santoreggia montana

Primo piatto

Tempo di preparazione: 30'
Tempo di cottura: 20' circa (a seconda del tipo di riso) 

Ingredienti ricetta

per due persone:
180 gr di riso Vialone nano semintegrale
2 cucchiai di burro di Mantèca Podolica
un pezzo di pasta filata di Mantèca Podolica
2 fichi
una manciata di santoreggia montana fresca
olio extravergine d'oliva
acqua bollente salata
limone
2 cucchiai di Colatura di alici di Cetara

 

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

I benefici nutrizionali - In sintesi, i prodotti derivati da animali "al pascolo" (allevati secondo la pratica della zootecnia estensiva) offrono molti benefici a chi se ne nutra:
Vitamine A ed E - Importanti,

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oltre che per le specifiche azioni vitaminiche, anche per le proprietà antiossidanti

Cla - L'acido linoleico coniugato ha effetti fisiologici importantissimi: è anticancerogeno, antiossidante, antinfiammatorio, e influisce positivamente sul rapporto tra massa magra e massa grassa dell'individuo
Acido butirrico - È un grasso polinsaturo con la proprietà di agire da antidiabetico e di contrastare l'insorgenza dei tumori del colon
Omega 3 - Sono acidi grassi polinsaturi essenziali, così detti perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli. Hanno effetto antitrombotico, sono importanti nel controllo della pressione arteriosa e del livello plasmatico dei lipidi e, infine, garantiscono una buona elasticità alle pareti arteriose, una protezione del cuore e del sistema circolatorio in generale
Antiossidanti - Sono sostanze in fondamentali per contrastare la formazione di radicali liberi e le reazioni di ossidazione.

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Il formaggio di questa ricetta

Latticino utilizzato:
Manteca a latte crudo da vacche di razza Podolica allevate al pascolo

Shelf life: 10 mesi sinché integra (3 mesi dal primo taglio)
Diametro: 10-12 cm
Altezza: 16-18 cm

Peso: 450-500 gr

Produttore: Allevamento Federico Varallo - Alfedena (AQ)
telefono: 338.4267282

 

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 una ricetta di www.qualcosadirosso.com

  Appena ho avuto fra le mani la Mantèca di vacca Podolica ho pensato: risotto. Sì perché, secondo me, il burro esprime il meglio se consumato tal quale oppure leggermente scaldato come accade per il risotto, che lo fonde col calore sprigionato a fine cottura, a fuoco spento.

Il profumo leggermente affumicato di questo straordinario burro e della sua scorza di pasta filata mi ha suggerito l'abbinamento coi fichi; per bilanciare la dolcezza del piatto ho usato la colatura d'alici, mentre per esaltare il carattere erbaceo dei formaggi “da pascolo” ho usato la santoreggia montana. No, non l'ho trovata nei boschi: ho acquistato la piantina da un vivaio alcuni anni fa e ancora resiste; il suo profumo intenso si è sposato a meraviglia con la Mantèca.

  Preparazione

Pestare le foglie di santoreggia montana in un mortaio con dell'olio extravergine d'oliva e un cucchiaio di colatura d'alici. Tagliare i fichi a spicchietti e tenere da parte.

 

Scaldare poco olio in una casseruola e tostarvi il riso. Quando questo sarà diventato leggermente traslucido, aggiungere 2- 3 mestoli di acqua calda. Nel frattempo, tritare a cubetti molto piccoli uno spicchio di pasta filata della Mantèca.


Portare a cottura il riso senza mai far mancare l'acqua, quindi spegnere il fuoco, unire un cucchiaio di succo di limone, uno di colatura di alici, il burro di Mantèca e la pasta filata tritata finemente. Girare col mestolo abbastanza vigorosamente, in modo da amalgamare aria. Aiutarsi se necessario con un altro po' d'acqua calda. All'ultimo momento, unire i fichi e girare un'ultima volta.

Sistemare il pesto sul fondo di piatti piani possibilmente caldi, versarvi il riso in modo che si disponga largo e fluido, servire.

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9 ottobre 2013

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