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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

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Ravioli di zucca con nocciole e Mantèca

Primo piatto

Tempo di preparazione: 3h
Tempo di cottura: 2' ovvero sin quando i ravioli non salgono a galla

Ingredienti ricetta

per quattro persone:

per la pasta
200 gr di farina "1"
100 gr di farina "0" 
3 uova medie


per ripieno e condimento
500 gr di zucca
100 gr di nocciole
50 gr di pasta filata della mantèca

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un uovo piccolo
quattro spicchi d'aglio
una manciata di foglie di salvia
il burro della mantèca, q.b.
olio extra vergine d'oliva
sale marino integrale

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

I benefici nutrizionali - In sintesi, i prodotti derivati da animali "al pascolo" (allevati secondo la pratica della zootecnia estensiva) offrono molti benefici a chi se ne nutra:
Vitamine A ed E - Importanti,

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oltre che per le specifiche azioni vitaminiche, anche per le proprietà antiossidanti

Cla - L'acido linoleico coniugato ha effetti fisiologici importantissimi: è anticancerogeno, antiossidante, antinfiammatorio, e influisce positivamente sul rapporto tra massa magra e massa grassa dell'individuo
Acido butirrico - È un grasso polinsaturo con la proprietà di agire da antidiabetico e di contrastare l'insorgenza dei tumori del colon
Omega 3 - Sono acidi grassi polinsaturi essenziali, così detti perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli. Hanno effetto antitrombotico, sono importanti nel controllo della pressione arteriosa e del livello plasmatico dei lipidi e, infine, garantiscono una buona elasticità alle pareti arteriose, una protezione del cuore e del sistema circolatorio in generale
Antiossidanti - Sono sostanze in fondamentali per contrastare la formazione di radicali liberi e le reazioni di ossidazione.

Copyright Comunica di Stefano Mariotti® http://www.qualeformaggio.it/
Divieto di riproduzione totale o parziale senza consenso scritto

Il formaggio di questa ricetta

Latticino utilizzato:
Manteca a latte crudo da vacche di razza Podolica allevate al pascolo

Shelf life: 10 mesi sinché integra (3 mesi dal primo taglio)
Diametro: 10-12 cm
Altezza: 16-18 cm
Peso: 450-500 gr

Produttore: Allevamento Federico Varallo - Alfedena (AQ)
telefono: 338.4267282

 

Archivio ricette


 

 una ricetta di www.ilpastonudo.it

 Preparare la pasta ripiena in casa è sempre un'operazione un po' laboriosa, ma non particolarmente difficile. Vale veramente la pena di  provare a farlo, se non altro per la soddisfazione che si prova quando i vostri manufatti sono lì sul tavolo, fumanti, e hanno un sapore così lontano da quelli che si acquistano da sembrare un piatto completamente diverso. Una soddisfazione che purtroppo dura lo spazio di pochi minuti, a giudicare dalla velocità con la quale di solito vengono spolverati :-)

Preparazione

Preriscaldate il forno a 200°C in modalità statica, tagliate la zucca a fette di un paio di centimetri di altezza, sistematele sulla placca del forno o in una teglia molto larga, aggiungete gli spicchi d’aglio incamiciati (non schiacciati) e cospargete il tutto con la metà delle foglie di salvia, un po’ d’olio d’oliva (non lesinate troppo), il sale e il pepe.

 

Lasciate arrostire la zucca fino a che non è soffice (quando provate a infilare la forchetta deve entrare molto facilmente). Intanto che la zucca cuoce grattugiate quasi tutta la pasta filata che ricopre la mantèca, il resto tritatela con un coltello e mettetela da parte. Quando la zucca è cotta lasciatela raffreddare, intanto sgusciate le nocciole, tostatele nel forno a 160°C per pochi minuti (saranno pronte quando sentirete un buonissimo profumo tostato nei pressi del forno), tiratele fuori, lasciatele raffreddare e togliete la pellicina per quanto potete strofinandole tra le mani o in uno strofinaccio.

 

Togliete la buccia alla zucca (se è ben cotta dovrebbe venire via tirandola semplicemente con le dita, altrimenti tagliatela con il coltello). Mettete la polpa della zucca e gli spicchi d’aglio privati della camicia nel bicchiere di un frullatore a immersione, aggiungete il formaggio grattugiato, la metà delle nocciole, l’uovo, un po’ di sale e un po’ di pepe. Frullate tutto e assaggiate, se necessario aggiustate di sale e pepe.

 

Quando il composto sarà piuttosto liscio aggiungete il formaggio tritato, mescolate e mettetelo da parte. Se vi sembra troppo liquido avete due alternative: aggiungete qualche cucchiaio di pangrattato (a me non piace) oppure lasciatelo colare una notte in frigo, in modo che perda parte del liquido. Aggiustare la consistenza del ripieno è molto importante, per non rischiare che la pasta dei ravioli si bagni troppo e i ravioli si rompano prima di riuscire a cuocerli.

 

  Per fare la pasta per i ravioli mettete le farine in una ciotola grande di vetro (o anche direttamente sulla spianatoia), formando un mucchietto appuntito; con il dito fate un buchetto sulla punta del mucchio e metteteci le uova, una alla volta; piano piano amalgamatele tutte e tre, e se vedete che l’impasto è troppo secco rompetene un altro in una tazzina, mescolatelo con la forchetta e aggiungetene un pochino alla volta fino ad ottenere un impasto bello sodo; lavoratelo con le mani cinque minuti, poi lasciatelo riposare dieci minuti coperto con uno strofinaccio umido.

 

Trascorso questo tempo, riprendete l’impasto e lavoratelo bene con le mani (e olio di gomito) fino a quando non sarà diventato bello elastico e amalgamato. Rimettetelo a riposare dentro lo strofinaccio umido e intanto preparate la macchinetta per fare la sfoglia (o, se siete proprio bravissimi, il mattarello).

 

Prendete un pezzo piccolo di pasta, appiattitelo leggermente con le mani e passatelo nella macchinetta, al numero più piccolo. Ripiegatelo su se stesso e ripassatelo ancora al numero uno, poi stringete man mano la fessura e ripassate ogni volta, spolverando abbondantemente di farina, fino ad arrivare al numero 5 (io non mi sono azzardata, ma se volete provate pure quello più sottile di tutti).

 

  Ritagliate nella sfoglia dei cerchi con un coppapasta piuttosto largo e posizionate un cucchiaino di impasto sulla metà dei dischetti, usando l’altro dischetto per ricoprire. Io di solito passo un dito umido sul bordo del primo dischetto per farlo aderire bene a quello di sopra, e poi lo sigillo con i rebbi di una forchetta; ma potete usare qualsiasi metodo conosciate o le nonne vi abbiano tramandato, lecito o illecito che sia :-) Se preferite ravioli più piccoli ripiegate ogni dischetto su se stesso per averli a forma di mezzaluna.

 

Se cuocete immediatamente i ravioli non ci dovrebbero essere problemi; se invece dovete per qualche motivo procrastinare anche di poco la cottura conviene fare la sbianchitura; in pratica dovete calare i ravioli in acqua bollente per un massimo di 10 secondi, poi adagiarla su uno strofinaccio pulito girandola ogni tanto per farla asciugare bene. Questo dovrebbe fare in modo che la pasta diventi più impermeabile e non si inumidisca troppo a causa del ripieno. Dopo questa operazione potete tranquillamente conservare i ravioli in frigo, sempre coperti con lo strofinaccio, e cuocerli all’occorrenza.

 

Quando i ravioli sono cotti prelevateli con una schiumarola e adagiateli delicatamente sui piatti; mettete sui ravioli qualche fogliolina di salvia, versateci sopra il burro della mantèca che avrete fuso a parte in un pentolino (basta farlo sciogliere a fuoco basso per pochi minuti) e spolverate con una manciata delle nocciole rimaste tritate con il coltello e un po’ di pepe appena macinato. Servite immediatamente.

 

 

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25 settembre 2013

 

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