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In collaborazione con cinque tra le più interessanti food-blogger italiane, una rubrica settimanale per sostenere i formaggi di animali al pascolo: più buoni al palato e per la salute

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Tajarin all'uovo con puntarelle e Ricotta Moscia

Primi piatti

Tempo di preparazione e cottura: 90'

Ingredienti ricetta

per due persone:
200 grammi di tajarin all'uovo
un congruo cespo di puntarelle
una ricotta moscia di circa un etto
olio extravergine d'oliva
un paio di spicchi d'aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
sale marino integrale
pepe bianco

I formaggi del pascolo

Sulla superiorità dei formaggi prodotti da latte di animali al pascolo

I benefici nutrizionali - In sintesi, i prodotti derivati da animali "al pascolo" (allevati secondo la pratica della zootecnia estensiva) offrono molti benefici a chi se ne nutra:
Vitamine A ed E - Importanti,

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oltre che per le specifiche azioni vitaminiche, anche per le proprietà antiossidanti

Cla - L'acido linoleico coniugato ha effetti fisiologici importantissimi: è anticancerogeno, antiossidante, antinfiammatorio, e influisce positivamente sul rapporto tra massa magra e massa grassa dell'individuo
Acido butirrico - È un grasso polinsaturo con la proprietà di agire da antidiabetico e di contrastare l'insorgenza dei tumori del colon
Omega 3 - Sono acidi grassi polinsaturi essenziali, così detti perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli. Hanno effetto antitrombotico, sono importanti nel controllo della pressione arteriosa e del livello plasmatico dei lipidi e, infine, garantiscono una buona elasticità alle pareti arteriose, una protezione del cuore e del sistema circolatorio in generale
Antiossidanti - Sono sostanze in fondamentali per contrastare la formazione di radicali liberi e le reazioni di ossidazione.

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Il formaggio di questa ricetta

Formaggio utilizzato: Ricotta Moscia a latte crudo da animali al pascolo
Stagionatura: 60 giorni
Diametro: 6-8 cm
Scalzo: 5 cm
Peso: 120-140 g

Produttore: Azienda Agricola Pacitti - Picinisco (FR)

Archivio ricette


 

 una ricetta di www.ilpastonudo.it

 Questa ricotta stagionata (o forse dovrei dire, per essere più precisa, rassodata e affinata) si abbina molto bene alla pasta all'uovo in bianco e alle verdure. Inutile spendere inchiostro elettronico per dire quanto sia diversa un'ottima pasta all'uovo artigianale rispetto a quelle industriali che si trovano presso la grande distribuzione. Nei piatti così semplici, che secondo me sono l'unica opzione per utilizzare questi formaggi pazzeschi, il sapore dipende unicamente dagli ingredienti che userete, e potete stare certi che utilizzando materie prime scadenti otterrete qualcosa di moooolto deludente :-)

Preparazione

Ritagliatevi un'oretta di tranquillità per lavare, asciugare e tagliare a pezzetti le puntarelle. Dovete regolarvi a seconda di com'è la pianta: nel mio caso aveva un bel po' di belle foglie fresche e lunghe, ma può capitare quella con poche foglie e tante... puntarelle. Io ho staccato tutte le foglie eliminando le parti dure, poi ho staccato le puntarelle dal torsolo, le ho tagliate per il senso della lunghezza prima a metà e poi in quarti (se sono grosse dovete prima spellarle), e poi le ho tagliate ulteriormente a pezzetti. In parole povere dovete ridurle in un formato che possa essere cotto e mangiato con facilità, potete usare il metodo che vi pare :-)

Affettate moooolto finemente metà della ricotta moscia e grattugiate con la grattugia grossa la metà rimanente.

 Intanto mettete sul fuoco una padella ampia velata d'olio, con dentro gli spicchi d'aglio schiacciati e scamiciati. Lo scopo è far rilasciare all'aglio il più possibile i suoi olii essenziali nell'olio, quindi se riuscite a inclinare la padella in modo che l'aglio sia immerso completamente, meglio. In questa fase sarebbe meglio tenere la fiamma molto bassa, sempre per far "sudare" l'aglio più possibile.

Quando l'aglio sarà appena dorato e l'olio ben caldo alzate un po' la fiamma e buttateci dentro le puntarelle, che sfrigoleranno leggermente. Tenete la fiamma non proprio alta ma quasi allegra, in modo che le puntarelle cuociano senza ammollarsi troppo. Se invece le preferite ben morbide dopo qualche minuto aggiungete un pochino d'acqua. Quando le puntarelle saranno a buon punto sfumate con il vino, alzando un po' la fiamma per farlo evaporare, poi lasciate cuocere ancora un pochino il tutto.

Intanto mettete sul fuoco una pentola d'acqua a bollire, e quando sarà il momento aggiungete un pugno di sale e subito dopo i tajarin, che devono cuocere pochi minuti.

Scolate i tajarin a tre quarti della cottura e saltateli in padella insieme alle puntarelle. A fiamma spenta aggiungete un cucchiaio di ricotta grattugiata, mescolate, poi adagiate una grossa forchettata di tajarin (potete aiutarvi con un forchettone) su un piatto sul quale avrete posizionato strategicamente qualche scaglia sempre di ricotta. Se vi piace, spolverate con un po' di pepe o peperoncino, aggiungete un filo d'olio di quello buono, e servite di corsa :-)

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16 gennaio 2013

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