Bentornato Caseus!

   La Direzione di QualeFormaggio è onorata di ospitare in
   questa sezione gli artefici del più importante strumento
   divulgativo che il settore lattiero-caseario italiano abbia mai
   avuto dal 1995 a oggi: la rivista bimestrale Caseus.
   Gli autori di Caseus, a cominciare dal suo artefice Roberto
   Rubino - saranno qui per voi con cadenza settimanale per
   aggiungere al nostro contributo giornalistico, sul fronte
   dell'attualità, le loro conoscenze scientifiche e il loro
   autorevole punto di vista sul settore in cui operiamo.



C'è la rincorsa alla modernità alla base della crisi bufalina

 

 8 maggio 2014 - La settimana scorsa si è dimesso Antonio Lucisano, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana. Cronaca di una morte annunciata di quel sistema produttivo? Non si può escludere, ma non per i motivi ufficiali per cui Lucisano si è dimesso (leggi qui), e non certo per quello che seguirà alla sua uscita di scena. Le ragioni della crisi della Mozzarella più famosa al mondo vengono da molto lontano, da quando la “sciagurata rispose” alle sirene della modernità, scegliendo un modello di allevamento che non gli è proprio: quello intensivo della vacca da latte.

 

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Pastorizia: oltre le superproduzioni la Sardegna torna a vedere un futuro

 

 13 marzo 2014 - La crisi che ormai si trascina da troppi anni, non poteva non toccare il settore caseario, anche se la domanda di un prodotto base della dieta alimentare come il formaggio risulta piuttosto inelastica. Le cantine di piccoli come di grandi caseifici sono più affollate del solito, visto che i consumatori tendono ad abbassare il livello di consumo pro-capite. La regola però non è valida per tutti; alcuni settori vanno in controtendenza.

 

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Il latte fa bene, il latte fa male: e se lo chiedessimo a Darwin?

 

 6 marzo 2014 - C’è una parte di consumatori che osteggia fortemente il latte ed i formaggi. Lasciamo da parte le scelte di carattere ideologico, proviamo a restare sul terreno scientifico e su dati di istituti di ricerca seri e prestigiosi. Da una decina d’anni sotto accusa c’è l’Igf-1, un fattore di crescita che aumenta di molto nel nostro sangue a seguito dell’ingestione di latte. Quando l’Igf-1 è alto, aumentano le probabilità di avere tumori della prostata e del seno. Non solo, ma altre ricerche hanno dimostrato che anche livelli bassi possono essere pericolosi per tante altre malattie. Qual è il meccanismo. L’ingestione di latte e formaggi stimola la produzione di insulina con conseguente aumento nel sangue. Col tempo, nonostante ce ne sia tanta nel corpo, essa smette di funzionare (insulino-resistenza) e ne seguono tutti i problemi appena citati.

 
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Quella costruzione del prezzo del latte, che non tiene conto di consumatore e allevatore

 

 27 febbraio 2014Nel banco dei supermercati il prezzo del latte alimentare varia da 1,00 euro a 1,60 al litro. Sappiamo, e l’ho scritto più volte, che non c’è alcuna relazione fra il prezzo e la qualità però questa volta vorremmo cercare di capire se almeno il produttore, l’allevatore che ogni mattina e per tutto l’anno si alza per assicurare a noi un alimento prezioso, riceve il giusto guadagno. Meglio ancora: se il consumatore paga il latte 1,60 euro al litro, quindi il prezzo più alto, che probabilità ci sono che l’allevatore che ha contribuito a produrre quel latte riceva la remunerazione più alta?

 

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